(AGENPARL) - Roma, 4 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Wed 04 March 2026 *COMUNICATO STAMPA DEL 4 MARZO 2026*
*Costi energetici e dei trasporti, difficoltà di movimento merci, effetti
sui consumi globali: le conseguenze della nuova guerra*
È forte la preoccupazione delle industrie di Lucca, Pistoia e Prato per le
conseguenze della nuova guerra USA-Israele-Iran.
I primi effetti sono già nettamente riscontrabili e sono imponenti: prezzo
del gas metano quasi raddoppiato (ieri ha chiuso a 53 euro a megawattora,
avendo toccato anche quota 60), petrolio a sua volta in aumento, anche se
molto più contenuto. Oggi l’andamento, pur oscillante, sembra
complessivamente in ribasso, ma il quadro generale non dà alcuna certezza.
La difficile agibilità dello stretto di Hormuz (che si ritenga chiuso o
meno a seconda dei punti di vista dei belligeranti) ha effetti molto
pesanti nei collegamenti in entrata e in uscita fra Asia ed Europa: il dato
più significativo è che un quinto sia del petrolio che del gas naturale
liquido, proveniente per lo più dal Qatar, transita da quel braccio di
mare.
Per l’Italia dal punto di vista della disponibilità degli
approvvigionamenti non sembrano esserci difficoltà gravi nel breve termine,
dato che un lotto di importanti forniture di gas per il mese di marzo è
transitato dallo stretto di Hormuz proprio poco prima dell’inizio delle
ostilità. Ma è evidente che se, come prospettato dallo stesso presidente
Trump, la guerra si dovesse prolungare per almeno alcune settimane, la
situazione cambierebbe anche da quel punto di vista; è notizia di oggi che,
ad esempio, l’Iraq ha drasticamente ridotto la propria produzione di
greggio.
Intanto oltre all’allarme sui costi energetici e la caduta a picco delle
borse – che comunque oggi sembrano in ripresa -, l’effetto più immediato è
stata l’impennata dei costi assicurativi marittimi, decuplicati per le navi
mercantili che transitano dal Golfo Persico: evidenti le conseguenze sui
noli e a cascata sui prezzi delle merci, dalle materie prime ai prodotti
finiti.
“Viviamo l’ennesimo drammatico shock economico, oltre che geopolitico, di
questi ultimi anni – commenta la presidente di Confindustria Toscana
Nord *Fabia
Romagnoli* -. Inevitabili le ricadute negative sui commerci internazionali,
già provati dai conflitti che si erano accesi in precedenza e da prese di
posizione politiche come i dazi statunitensi. Per un paese come il nostro è
una pessima notizia: siamo molto dipendenti da forniture energetiche
esterne, cronicamente penalizzati da politiche energetiche ben poco
efficaci a livello nazionale e spesso discutibili a livello europeo,
abbiamo imprese che faticano molto a rendersi competitive sia per questi
che per altri gap. Proprio ieri abbiamo ospitato a Prato la prima
presentazione italiana del rapporto di Confindustria ‘Esportare la Dolce
Vita’: un documento che fra gli altri focus ha anche quello sulle
potenzialità di crescita dell’export del nostro manifatturiero. In questo
quadro sarà difficile intercettare le opportunità e anche mantenere le
posizioni già acquisite. Per le imprese pratesi il problema si pone con
forza sia dal punto di vista dei costi energetici, se l’attuale situazione
dovesse protrarsi, sia per gli effetti destabilizzanti sulla circolazione
delle merci e per la probabile ulteriore compromissione della domanda di
prodotti del distretto, quantomeno dalle zone interessate dal conflitto.”
“Quanto sta accadendo in questi giorni è, nella sua gravità, la
dimostrazione di quanto il mercato energetico sia volatile a causa di
manovre speculative – sottolinea *Tiziano Pieretti*, vicepresidente di
Confindustria Toscana Nord con delega all’energia -. Non c’è alcuna reale
logica di mercato nell’impennata del prezzo del gas che abbiamo visto ieri.
Il confronto con quanto avvenuto per il petrolio, che ha avuto aumenti ben
più contenuti, e quelli sì definibili come fisiologici in relazione al
contesto, ci dice chiaramente che l’aumento repentino del gas è davvero il
frutto di artifici che hanno ben poco a che vedere con le normali dinamiche
di mercato. Artifici che si abbattono sul TTF, il mercato europeo per il
gas naturale, producendo scossoni ingiustificati. Gli effetti potenziali
per imprese e famiglie sono pesanti e rischiamo di continuare a subirli se
il conflitto non troverà, come speriamo, una rapida ricomposizione. Occorre
lavorare per rendere il mercato del gas più stabile e svincolato da
movimenti speculativi.”
“A un quadro di incertezza, che di per sé non giovava agli scambi
commerciali, si unisce adesso un’enorme preoccupazione: per le conseguenze
del conflitto, per la sua inevitabile estensione, per l’impossibilità, ad
oggi, di prevederne la durata – osserva *Massimo Capecchi*, vicepresidente
e delegato all’internazionalizzazione di Confindustria Toscana Nord -.
Difficile viaggiare serenamente per gli imprenditori, i loro clienti, gli
addetti commerciali e i tecnici delle aziende; l’idea che esista un grande
mercato globale certo non è più così scontata, e le imprese come le nostre,
particolarmente vocate all’export, ne stanno già pagando le conseguenze.
Aumenteranno sicuramente i costi dell’energia e quelli di trasporto, anche
a causa della situazione nello stretto di Hormuz: non è pensabile che
questi due fattori non incidano sul costo delle merci, e quindi sulla
competitività stessa delle imprese che le devono esportare. In questo
quadro, non possiamo che affidarci ai Governi – incluso naturalmente il
nostro – e sperare che prevalgano in essi le persone di buona volontà: la
prima speranza è che cessi immediatamente il ricorso alle armi, in attesa
di comporre in maniera ragionevole un conflitto le cui conseguenze
potrebbero essere inenarrabili.”
*Allegata foto di Massimo Capecchi, Fabia Romagnoli e Tiziano Pieretti*
Per contattare l’ufficio stampa:
Le informazioni contenute nella presente comunicazione e i relativi
allegati possono essere riservate e sono, comunque, destinate
esclusivamente alle persone o alla Società sopraindicati.
La diffusione,
distribuzione e/o copiatura del documento trasmesso da
parte di qualsiasi
soggetto diverso dal destinatario è proibita, sia ai
sensi dell’art. 616
c.p., che ai sensi del Regolamento UE 679/2016.
Se avete ricevuto questo
messaggio per errore, vi preghiamo di
distruggerlo e di informarci
I Suoi dati personali sono trattati in conformità
Regolamento 679/2016.
Per maggiori informazioni sul trattamento e
sull’informativa visiti il ns. sito
Trending
- AGENDA SINDACO ROBERTO GUALTIERI LUNEDÌ 8 GIUGNO 2026
- ANTONELLI E COBOLLI, ZANGRILLO: “UNA GIORNATA SPECIALE PER LO SPORT ITALIANO”
- Dati personali e vendita di database: quali sono i limiti previsti dalla normativa
- BANCHE: ZANETTIN (FI), DA INTESA E BPM SEGNALE POSITIVO PER IL SISTEMA ITALIA
- Sanders: “Netanyahu collude col Congresso per nascondere gli aiuti militari a Israele”
- Crisi USA-Iran, Trump apre al dialogo con Khamenei: “Pronto a incontrarlo”. Ma Teheran minaccia Israele
- ROMA: BARBERA (PRC), “AMA E LA LAPIDE DI PROIETTI: QUANDO LA REALTÀ SUPERA MANDRAKE. CERCASI COORDINAMENTO NEI SERVIZI CIMITERIALI
- GOLF – DPWorld Tour: secondo titolo per Eugenio Chacarra, 27° Guido Migliozzi
- Decreto Salario giusto: Documento della Camera dei deputati
- AGENDA CAMERA DI DOMANI, LUNEDÌ 8 GIUGNO
