(AGENPARL) - Roma, 16 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Mon 16 February 2026 Cardarelli, televisita e presa in carico globale per migliorare la qualità della vita degli oltre 1.500 pazienti con sclerosi multipla e malattie autoimmuni del sistema nervoso centrale. Aumenta la mobilità attiva, il 10 per cento circa degli assistiti arriva da fuori regione per prima diagnosi e second opinion
Napoli, 16 febbraio 2026 – Consentire ai pazienti che soffrono di malattie autoimmuni del sistema nervoso centrale, tra cui la sclerosi multipla, di svolgere le normali attività lavorative, familiari e di svago nel modo più naturale possibile, anche attraverso una presa in carico che prevede l’utilizzo di strumenti tecnologici di ultima generazione per televisite e consulti da remoto. E’ la mission del Centro di Neuroimmunologia e Sclerosi Multipla del Cardarelli, che accoglie oltre 1500 pazienti, circa il 10 per cento proveniente da fuori regione e per una second opinion (un secondo parere previsto per i pazienti che presentano casi più complessi e che richiedono una valutazione aggiuntiva su diagnosi o terapie già ricevute da parte di altre strutture).
Al Cardarelli la televisita è prevista già ad un mese dalla diagnosi, un momento in cui il quadro clinico è rimasto sostanzialmente immutato e però si avverte forte l’esigenza da parte del paziente di porre delle domande agli specialisti. Il Centro di Neuroimmunologia, che afferisce all’Unità operativa complessa di Neurologia diretta da Vincenzo Andreone, fa il punto con gli assistiti in collegamento da casa, a volte anche alla presenza dei familiari. “Abbiamo notato – dice la responsabile del reparto, la neurologa Giorgia Teresa Maniscalco – che la persona in questa prima fase delle cure trae benefici dall’essere seguita in un contesto rassicurante come quello di casa propria, dimostrando in seguito un’aderenza migliore alla terapia. E’ un modo anche per stabilire un rapporto di fiducia ed evitare di affollare gli spazi dell’ospedale per valutazioni che possono essere fatte con successo a distanza. E’ una presa in carico globale, utile non soltanto dal punto di vista strettamente clinico ma anche emotivo”.
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