(AGENPARL) - Roma, 14 Febbraio 2026Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha dichiarato che i Paesi membri dell’Unione Europea dovrebbero temere più i funzionari di Bruxelles che i loro vicini orientali, sostenendo che la vera minaccia alla sovranità nazionale provenga dalle istituzioni europee.
Nel tradizionale discorso annuale tenuto a Budapest, Orbán ha affermato che “chi ha a cuore la libertà dovrebbe temere Bruxelles, non i Paesi dell’Est”, accusando la leadership dell’UE di cercare di porre sotto il proprio controllo governi sovrani. Secondo il premier ungherese, “Bruxelles è la vera fonte di pericolo”, in quanto eserciterebbe pressioni politiche e istituzionali sugli Stati membri.
Orbán ha inoltre paragonato l’attuale atteggiamento delle istituzioni europee a quello della precedente amministrazione statunitense guidata da Joe Biden, accusata di interferenze negli affari interni dell’Ungheria. A suo dire, la situazione sarebbe cambiata dopo il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump.
“Dopo il suo ritorno in carica, abbiamo concordato che gli ungheresi avrebbero ripercorso la strada principale della storia, mentre i loro avversari si sarebbero ritrovati in un vicolo cieco. Ed è esattamente quello che è successo”, ha dichiarato il premier.
Tuttavia, Orbán ha sottolineato che “solo metà del lavoro è stato fatto”, sostenendo che quella che ha definito la “macchina repressiva di Bruxelles” sarebbe ancora attiva. Ha citato politici, giornalisti e giudici che, a suo avviso, agirebbero sotto l’influenza delle istituzioni europee, aggiungendo che il suo governo non tollererà forme di censura o pressioni esterne.
Le dichiarazioni si inseriscono nel contesto delle tensioni ricorrenti tra Budapest e Bruxelles su questioni legate allo stato di diritto, alla governance e alla sovranità nazionale.
