(AGENPARL) - Roma, 28 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Wed 28 January 2026 (ACON) Trieste, 28 gen – “La Regione non riesce a garantire la
medicina territoriale con strumenti ordinari e sceglie di
riaprire, fino al 31 dicembre 2026, agli incarichi di lavoro
autonomo per medici in quiescenza. ? una misura straordinaria, ma
soprattutto ? l’ennesima scorciatoia, costruita con una grettezza
preoccupante, nell’uso dello strumento legislativo”.
Lo dichiara in una nota Serena Pellegrino, consigliera regionale
di Alleanza Verdi e Sinistra, a margine della discussione in III
Commissione del ddl 72 “Norme urgenti per la salute”.
“Qui non stiamo parlando solo di ‘sanit?’ in senso stretto –
evidenzia Pellegrino -. Parliamo di salute e di tenuta
dell’assistenza territoriale dentro la cornice del Dm 77, che
dovrebbe rafforzare prossimit? e continuit? delle cure. Invece si
precarizza tutto: si chiama ‘soluzione’ il richiamo dalla
pensione, senza dirci quante persone potranno davvero rientrare,
dove, e per fare cosa”.
“Resta il dubbio – incalza la consigliera – se questa legge
rientri nelle competenze del Parlamento o della Regione, e
proprio per questo la Giunta deve chiarire il perimetro giuridico
e istituzionale entro cui si muove il provvedimento, evitando che
una misura necessaria venga poi rimessa in discussione sul piano
della legittimit?. Da anni sappiamo che ci sarebbe stato un
esodo: dal 2010 erano noti i pensionamenti attesi, il nodo del
numero chiuso, la formazione e la specializzazione in medicina
generale. Oggi paghiamo quella mancata programmazione e ci viene
presentata una misura emergenziale come se fosse inevitabile”.
“Anche i numeri raccontano l’ambiguit? – dice ancora l’esponente
di Avs -. ? stato detto che le esigenze reali sono diverse da
quelle teoriche e che, nell’Azienda sanitaria del Friuli
Centrale, basterebbero 15 medici per rimettere in equilibrio il
sistema. Proprio per questo servono atti concreti e verificabili:
indicare se quelle unit? sono effettivamente reclutabili, con
quali tempi e in quali sedi. E, nel caso dei medici in
quiescenza, chiarire quanti professionisti siano realisticamente
disponibili a rientrare e con quali condizioni. Perch? una misura
straordinaria funziona solo se si fonda su disponibilit? reali,
non su ipotesi”.
“C’? infine – aggiunge Pellegrino – un dato che si finge di non
vedere: con massimali che arrivano a 1.800 assistiti, il carico ?
gi? oggi enorme e pesa in modo diseguale. Molte donne medico
faticano a sostenere numeri ‘massimalisti’ per l’onere familiare
ancora prevalentemente sulle loro spalle e non ? affatto scontato
che siano proprio le donne in quiescenza a rientrare”.
“Abbiamo comunque scelto un atteggiamento responsabile esprimendo
un voto favorevole perch? il ruolo del legislatore ? garantire
continuit? di assistenza ai cittadini qui e ora. Ma non
accettiamo l’arroganza di chi fa, disfa e utilizza gli strumenti
legislativi senza ascoltare l’opposizione e non mette sul tavolo
un piano vero. Se questa ? la soluzione – conclude Pellegrino -,
allora dicano chiaramente anche come e quando finir? questo stato
di emergenza”.
ACON/COM/sm
281517 GEN 26
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