(AGENPARL) - Roma, 28 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Wed 28 January 2026 (ACON) Trieste, 28 gen – “Il richiamo in servizio dei medici di
medicina generale gi? in pensione non pu? essere accolto con
semplificazione o eccessivo entusiasmo. La scelta va inquadrata
piuttosto come una misura non sufficiente proprio perch? si
inserisce all’interno di un contesto demografico ed
epidemiologico regionale che necessita della medicina di
iniziativa per mantenere in equilibrio le tante persone anziane,
fragili o con malattie croniche”. Lo dichiara, in una nota, la
consigliera regionale Simona Liguori del Gruppo Patto per
l’Autonomia-Civica Fvg richiamando il suo intervento nel corso
dei lavori della III Commissione.
La rappresentante dei civici ha posto l’accento sulla platea dei
professionisti coinvolti: “? fondamentale sapere quanti medici di
medicina generale in pensione si stima rientreranno
effettivamente in servizio, con quali strumenti contrattuali
lavoreranno e con quali risorse”.
Il richiamo alla realt? della popolazione del Friuli Venezia
Giulia ? il fulcro del ragionamento di Liguori: “Viviamo in una
regione dove il 27% della popolazione ha pi? di 65 anni. Di
questi, oltre la met? soffre di una malattia cronica. Parliamo di
almeno 116.000 anziani, di cui ben 70.000 convivono con pi? di
due patologie croniche. In questo scenario – spiega la
consigliera – il medico di famiglia deve essere messo in
condizioni di potere intercettare, monitorare e gestire
attivamente la cronicit? per evitare che la fragilit? si
trasformi in dipendenza. La sua funzione ? di essere parte
integrante per elaborare e attuare insieme agli altri
professionisti della salute, i Percorsi diagnostico terapeutici
assistenziali (Pdta) ad esempio per le persone con demenza,
scompenso di cuore, malattie degenerative, che se monitorate
efficacemente possono rimanere in cura domiciliare”.
In chiusura Liguori precisa che “accogliendo con grande rispetto
le disponibilit? dei medici di medicina generiche che dalla
quiescenza rientreranno in servizio, non dimentichiamo che non ?
sostenibile per l’intero sistema sanit? del Fvg che si continui a
rincorrere l’emergenza senza affrontare le cause reali del
malessere nelle organizzazioni sanitarie tra le quali condizioni
di lavoro poco attrattive e carichi burocratici insostenibili”.
ACON/COM/aa
281552 GEN 26
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