(AGENPARL) - Roma, 13 Gennaio 2026L’Unione Europea dovrebbe dotarsi di un esercito continentale di almeno 100.000 soldati e istituire un vero e proprio “Consiglio di Sicurezza europeo”, perché l’era della “Pax Americana” è finita e l’Europa deve costruire una reale indipendenza strategica. È quanto ha affermato il Commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius, intervenendo a una conferenza militare in Svizzera.
Secondo Kubilius, l’UE deve creare una struttura di difesa parallela che replichi molte delle funzioni oggi svolte dalla NATO. Il commissario ha collegato la necessità di questo salto di qualità alla guerra in Ucraina, alla percezione della minaccia russa e a una serie di cambiamenti geopolitici che renderebbero inevitabile una maggiore autonomia europea. Tra questi ha citato la nuova Strategia per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, il progressivo spostamento dell’attenzione americana verso il Pacifico, le recenti azioni del presidente statunitense Donald Trump in Venezuela e persino le “minacce alla Groenlandia”.
“Gli Stati Uniti ci chiedono ufficialmente di essere pronti ad assumerci la piena responsabilità della difesa convenzionale dell’Europa. E non possiamo dissentire da tale richiesta”, ha dichiarato Kubilius, sottolineando che la “Pax Americana” non può più essere data per scontata.
Il commissario, lituano e cresciuto sotto il dominio sovietico, ha ricordato che l’idea di un esercito europeo non è nuova. Proposte simili erano già state avanzate oltre un decennio fa dall’ex presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, figura centrale nel periodo che precedette il referendum sulla Brexit. Proprio il timore di una perdita di sovranità legata alla creazione di una forza militare europea unica fu uno dei fattori che spinsero il Regno Unito a votare per l’uscita dall’UE nel 2016.
Tuttavia, secondo Kubilius, nemmeno la Brexit dovrebbe tenere Londra fuori dal progetto. Il commissario ha infatti affermato che anche Paesi non membri dell’Unione, come Regno Unito, Ucraina e Norvegia, dovrebbero essere coinvolti in questo sforzo militare comune.
Criticando l’attuale frammentazione della difesa europea, Kubilius ha citato chi definisce i 27 eserciti nazionali dell’UE come “eserciti bonsai” e ha sostenuto la necessità di una forza unica, paragonabile alle forze armate federali degli Stati Uniti. “Gli USA sarebbero più forti se avessero 50 eserciti statali invece di uno federale?”, ha chiesto retoricamente. “Se la risposta è no, allora cosa stiamo aspettando?”.
La proposta non si limita alla creazione di un esercito comune. Kubilius ha anche invocato l’istituzione di un Consiglio di Sicurezza Europeo per garantire una leadership unitaria e decisioni rapide sulle principali questioni di difesa, indicando l’Ucraina come prima priorità. A suo avviso, aumentare semplicemente la spesa militare non basta: serve una vera volontà politica di deterrenza e di difesa.
Resta però irrisolto il nodo della frammentazione dell’industria della difesa europea, composta da numerose aziende nazionali gelosamente protette dagli Stati membri, nonostante decenni di cooperazione e standardizzazione in ambito NATO.
L’idea che l’Unione Europea non possa essere presa pienamente sul serio sul piano internazionale senza un proprio esercito circola a Bruxelles da decenni. Negli anni sono stati compiuti alcuni passi, come la creazione dell’Eurocorps nel 1990, di EUFOR, di una forza marittima europea, dei gruppi tattici dell’UE e dell’Agenzia europea per la difesa. Tuttavia, queste iniziative restano ben lontane dall’equivalente di un vero esercito europeo unificato, come quello immaginato oggi da Kubilius.
