(AGENPARL) - Roma, 5 Gennaio 2026 - Il presidente colombiano Gustavo Petro ha dichiarato di essere pronto a prendere le armi per difendere il suo Paese nel caso in cui gli Stati Uniti tentassero di catturarlo, come avvenuto recentemente con il leader venezuelano Nicolás Maduro. Le parole del capo di Stato colombiano arrivano in un clima di crescente tensione regionale, alimentato dalle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump su possibili operazioni militari in America Latina.
“Sebbene non sia mai stato un soldato, so cosa sono la guerra e la guerriglia”, ha scritto Petro in un messaggio pubblicato su X. “Ho giurato di non imbracciare mai più le armi dopo l’accordo di pace del 1989, ma per il bene della madrepatria riprenderei ancora una volta le armi che non mi piacciono”. In gioventù, Petro è stato membro del Movimento 19 Aprile (M-19), un gruppo guerrigliero di sinistra attivo in Colombia fino alla firma degli accordi di pace.
Il presidente ha inoltre espresso fiducia nel sostegno popolare, affermando che i colombiani non resterebbero indifferenti a un’eventuale azione contro di lui. “Se arrestano un presidente che una parte significativa del mio popolo ama e rispetta, scateneranno il giaguaro del popolo”, ha dichiarato, evocando una reazione forte e spontanea della società colombiana.
Nel suo intervento, Petro ha anche annunciato di aver ordinato il licenziamento di diversi colonnelli del servizio di intelligence della polizia, accusandoli di aver “fornito false informazioni dannose per lo Stato”. Ha inoltre invitato il segretario di Stato statunitense Marco Rubio a non dare credito a quelle che ha definito “invenzioni”.
Le dichiarazioni del presidente colombiano seguono affermazioni precedenti di Donald Trump, che non aveva escluso la possibilità di un’operazione militare in Colombia nell’ambito della lotta al narcotraffico. Parole che hanno suscitato preoccupazione a Bogotá e contribuito ad alzare il livello dello scontro diplomatico tra i due Paesi.
L’uscita di Petro evidenzia il clima di crescente incertezza e tensione in America Latina, dove le recenti azioni e dichiarazioni di Washington stanno alimentando timori di interventi diretti e mettendo alla prova gli equilibri regionali e le relazioni tra Stati sovrani.
