(AGENPARL) - Roma, 4 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Sun 04 January 2026 https://www.aduc.it/articolo/narcos+venezuela+non+solo+stato+dell+arte_40451.php
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Narcos. Venezuela e non solo. Lo stato dell’arte
il Venezuela ha più o meno un quinto del territorio dell’Unione europea ma il 5% della sua popolazione, con una densità di 30 persone per kmq – l’Italia ne ha 200. Confina a nord col mare caraibico le cui isole più vicine sono: Aruba, Curacao e Trinidad e Tobago (poco più a nord ci sono Grenada, St. Vincent and the Grenadines e Barbados); a sud est la Guyana, a sud il Brasile e a ovest e nord-ovest la Colombia.
Da oltre 50 anni la Colombia è diventata il luogo in cui la coltura tradizionale (lecita) della foglia di coca è stata trasformata nella produzione della cocaina (illecita). Negli anni, alle colture di foglia di coca destinate alla cocaina si sono aggiunte quelle di marijuna e oppio. Dai primi anni Ottanta la Cocaina raffinata in Colombia ha assunto un regime di monopolio mondiale toccando picchi di produzione intorno al 90% (pari a quelli che negli stessi anni caratterizzavano l’oppio per eroina in Afghanistan).
La cocaina era fonte di guadagni fantasmagorici per i narcotrafficanti e le forze paramilitari che dalla fine degli anni Sessanta attaccavano il governo e la popolazione in una guerra civile prima ideologica, poi economica e infine un “si salvi chi può e/o chi è rimasto minimamente sano di mente”. Tale e tanta era l’intrusione della cocaina nel mondo ricco, principalmente negli USA, che la guerra alla droga (ri)lanciata da Ronald Reagan presto divenne internazionale. Se in Afghanistan l’oppio serviva a finanziare i mujahidin in chiave anti-sovietica, in Colombia il sostegno militare ai vari governi, tutti però democraticamente eletti e di varia colorazione (liberale, conservatrice, reazionaria e ora progressista). All’inizio in Afghanistan i proventi dell’eroina erano utilizzati per comprare armi contro i russi, dall’avvento dei talebani la guerra all’oppio serviva per disarmarli. Nella regione andino-amazonica il Plan Colombia voleva disarmare FARC, ELN e i narcos veri e propri,
di cui il più potente (anche perché politicamente attivissimo) Pablo Escobar. Questa contiguità tra cocaina e politica è sempre stata presente da quelle parti – il resto della cocaina era prodotta in Perù e Bolivia, e solo più tardi in Ecuador e Venezuela – corruzione, concussione, rapimenti, torture, minacce, ricatti, scandali ecc ecc hanno erano tutti legati al traffico di droga. Infatti, la cocaina prodotta in America Latina era destinata al 90% all’esportazione.
Le vie dell’esportazione verso gli USA potevano seguire due rotte: la pacifica e l’atlantica. La prima aveva Los Angeles e San Francisco, ma poi Seattle, come porti d’entrata sulla costa ovest mentre Miami e New York per la costa est. Tanto la rotta atlantica quanto quella che avrebbe portato la cocaina in Europa attraverso l’Africa occidentale con porto di entrata Guinea Bissau e poi i deserti di Mali, Niger, Algeria, Libia, Tunisia per arrivare a Gioia Tauro, Barcellona (o di recente Rotterdam e Anversa), passano per i Caraibi. La Colombia ha la fortuna di essere bagnata da entrambi gli oceani.
Negli anni il governo colombiano è riuscito a costringere (almeno) le FARC a sedersi a un tavolo di negoziato e mettere fine alla guerra civile. Più o meno ci sono riusciti, anche se altri gruppi paramilitari (ce ne sono anche a destra) non hanno firmato o hanno tradito gli impegni.
Non dovrebbe sfuggire che FARC e ELN sono gruppi di ispirazione “marxista” (qui le virgolette sono più che d’obbligo) questo vuol dire che, nei momenti del bisogno, Venezuela, Ecuador, Perù e Bolivia (a seconda di chi li governava) ospitavano i guerriglieri li facevano rifocillare e, chissà, li finanziavano.
Tranne che i poveri contadini che sono obbligati a coltivare quelle piante, i proventi del narcotraffico beneficiano illegalmente una lunga catena di soggetti pubblici e privati. Meno libertà e democrazia, e giustizia sociale ci sono, più è probabile che le droghe diventino una fonte di sostentamento dello status quo e di chi ci si oppone.
Negli anni alcuni governi sono stati più narcos di altri, ma che il Presidente del Venezuela sia (stato) a capo di un’operazione espressamente diretta a sovvertire l’ordine pubblico degli USA tramite l’esportazione di cocaina sarà un caso interessante da seguire.
Marco Perduca, già senatore, dirigent Ass. Coscioni, collaboratore Aduc
COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
URL: http://www.aduc.it
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