(AGENPARL) - Roma, 5 Novembre 2025 - La vittoria di Zohran Mamdani alle elezioni per il sindaco di New York City ha suscitato entusiasmo tra le comunità musulmane americane e in tutto il mondo islamico, che celebrano l’ascesa del primo sindaco musulmano della metropoli statunitense.
“Il sindaco degli Stati Uniti è un immigrato musulmano americano”, ha dichiarato l’avvocato e giornalista pakistano Qasim Rashid, salutando l’elezione come un punto di svolta nella rappresentanza politica dei musulmani in America.
Anche il CAIR National (Council on American-Islamic Relations), organizzazione con legami con la Fratellanza Musulmana, ha definito la vittoria di Mamdani un “momento storico” nella lotta contro l’islamofobia e il razzismo anti-palestinese. Secondo il gruppo, l’elezione dimostra che “difendere apertamente i diritti umani dei palestinesi” è compatibile con una leadership di successo negli Stati Uniti.
Il CAIR ha inoltre celebrato la vittoria della senatrice Ghazala Hashmi in Virginia, eletta vicegovernatrice, definendola la prima donna musulmana a ricoprire una carica statale negli USA.
Nel frattempo, figure note dell’attivismo islamista come Linda Sarsour hanno rivendicato la vittoria come un successo delle comunità musulmane americane: “Sono le nostre comunità, i nostri soldi, i nostri voti”.
La vittoria di Mamdani, sostenuto dai progressisti di estrema sinistra, riflette un mutamento politico nelle città americane ad alta immigrazione, dove coalizioni di minoranze etniche e sociali stanno sfidando l’establishment tradizionale.
Il deputato democratico Ro Khanna ha celebrato l’evento con toni simbolici: “Ogni bambino immigrato guarderà il sindaco Mamdani e dirà: a New York ogni sogno è ancora possibile”.
Tuttavia, la vittoria ha anche suscitato polemiche tra i conservatori. Alcuni commentatori, come Amy Mek e Laura Loomer, hanno denunciato quella che definiscono una “conquista islamica” delle istituzioni americane, criticando il Partito Repubblicano per la sua presunta passività.
L’ex presidente Barack Obama ha invece accolto la vittoria come un segno di progresso nella “diversità americana”, sottolineando che l’esperimento multiculturale del Paese è una sfida ma anche una fonte di forza nazionale.
Non è ancora chiaro come i grandi finanziatori democratici, come Michael Bloomberg e Bill Ackman, reagiranno all’ascesa di Mamdani, ma gli osservatori ritengono che il suo successo segnerà un punto di svolta nelle dinamiche politiche tra identità, religione e potere negli Stati Uniti.
