(AGENPARL) - Roma, 30 Agosto 2026 - Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, ha espresso aperta soddisfazione per le dure condizioni imposte ai prigionieri palestinesi. Durante la giornata di domenica, il politico ha rivendicato la responsabilità diretta di questo netto inasprimento del regime carcerario.
Le sue dichiarazioni sono giunte attraverso un video condiviso sulla piattaforma X. Nel filmato, girato personalmente all’interno delle celle, il ministro si rivolge direttamente a un gruppo di detenute. Tuttavia, una delle donne ha denunciato la totale assenza di diritti e la mancanza di beni di prima necessità. Inoltre, la prigioniera ha spiegato che le recluse non fanno la doccia da tre giorni. Parallelamente, mancano le cure mediche di base e persino i vestiti puliti.
La risposta del ministro non si è fatta attendere. Infatti, Ben-Gvir ha dichiarato tramite interprete che la stagione delle buone condizioni in carcere è ormai finita. Successivamente, il politico ha ribadito il concetto nel post allegato al video. In questo messaggio, il ministro ha definito le lamentele sui maltrattamenti come semplici piagnistei. Pertanto, ogni richiesta di miglioramento è stata respinta senza esitazioni.
Peraltro, questo episodio non rappresenta un caso isolato. Già nei primi giorni di agosto, il ministro si era recato nelle celle per deridere un’altra detenuta. In quell’occasione, la donna protestava per la mancanza del necessario, ma Ben-Gvir ha risposto che il carcere non è un hotel.
Dalla sua nomina alla fine del 2022, il ministro ha applicato una linea di massima durezza. Di conseguenza, le organizzazioni per i diritti umani accusano le autorità di usare fame, abbandono sanitario, isolamento e torture. Attualmente, le prigioni israeliane contano circa 9.500 detenuti palestinesi. Tra di loro figurano anche 94 donne e oltre 350 minori, i quali affrontano quotidianamente gravissime privazioni e abusi.
