(AGENPARL) - Roma, 30 Agosto 2026 - La Libia prova a rimettere in moto la macchina delle urne. Sotto l’egida delle Nazioni Unite, il Comitato di piccolo dialogo 4+4 ha siglato oggi a Tripoli un’intesa cruciale per azzerare e ricostruire l’architettura dell’Alta Commissione elettorale nazionale, riscrivendo al contempo le regole che dovranno portare il Paese alle votazioni.
L’accordo è stato ratificato nel corso di una cerimonia ufficiale ospitata nel quartier generale dell’UNSMIL, alla presenza di una delegazione trasversale composta dai membri del comitato, ambasciatori stranieri, esponenti della Camera dei Rappresentanti, dell’Alto Consiglio di Stato e di un rappresentante del Consiglio presidenziale libico. Il nodo centrale del documento prevede il totale rinnovamento del consiglio di amministrazione dell’ente: la presidenza è stata affidata a Dhaou Ibrahim Attia, affiancato da Sana al-Lishani nel ruolo di vicepresidente.
La mossa rappresenta l’ultimo tentativo, fortemente spinto dalla diplomazia internazionale, di ricucire lo strappo che dilania la nazione nordafricana. Il territorio resta infatti diviso tra due amministrazioni rivali: a ovest il Governo di unità nazionale guidato da Abdul Hamid Dbeibeh con base a Tripoli, e a est l’esecutivo guidato da Osama Hammad, nominato dalla Camera dei rappresentanti all’inizio del 2022. Ristrutturare la commissione e blindare le leggi elettorali significa, almeno nelle intenzioni dell’Onu, creare un terreno neutrale per superare lo stallo e restituire legittimità democratica alle istituzioni.
