(AGENPARL) - Roma, 31 Maggio 2024 - (AGENPARL) – ven 31 maggio 2024 COMUNICATO STAMPA
Malattie rare: all’Ospedale di Alessandria rimosse tre cisti da echinococco con totale conservazione del polmone
L’intervento da parte dell’equipe di Stefano Meda della Chirurgia Toracica
Rimosse tre voluminose cisti da echinococco dal polmone destro di una diciannovenne senza l’asportazione dell’intero organo. L’importante e raro intervento è stato effettuato dalla struttura di Chirurgia Toracica diretta da Stefano Meda dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Alessandria e composta dai medici Pietro Rinaldi, Giovanni Lanza, Cristiano Primiceri ed Eduart Vokrri.
«Grazie al dottor Pietro Rinaldi, uno dei chirurghi in Italia con maggiore esperienza per tale patologia – ha spiegato il direttore Meda – abbiamo evitato la pneumonectomia, cioè l’asportazione dell’intero polmone, togliendo le tre cisti e risparmiando la parte sana; una scelta sicuramente più complessa, ma che garantirà un futuro di assoluta integrità fisica alla paziente».
La ragazza sottoposta all’intervento, residente in Perù ma in visita in Italia da una parente, si era recata al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Asti a causa dei sempre più frequenti episodi di febbre dovuti a tre voluminose cisti da echinococco localizzate nel polmone destro. Una volta valutata la radiografia del torace, quindi, è stata subito ricoverata e indirizzata alla Chirurgia toracica dell’AOU AL.
L’echinococcosi cistica o idatidosi è causata dall’infezione con larve di Echinococcus granulosus, tenia delle dimensioni di 2-7 millimetri ospitata principalmente da cani, pecore, capre e maiali. L’infezione avviene dall’ingestione di uova di Echinococco che si trasformano nella forma larvale e penetrano nel fegato e in altri organi (come ad esempio polmoni, ossa, cervello) causando la malattia.
Il principale contagio per l’uomo avviene proprio dalle uova di Echinococcus granulosus presenti nei cani che, a loro volta, sono stati contagiati alimentandosi con carne di bestiame infetto.
La peculiarità di questo caso clinico risiede nel fatto che la patologia è estremamente rara (in Italia i casi annui chirurgici sono di poche unità) e che si è eseguita l’enucleazione delle sole cisti, con la totale conservazione del parenchima polmonare.
Il decorso postoperatorio è stato più lungo e faticoso, sia per la ragazza (circa 40 giorni di degenza) sia per il reparto, ma ciò ha permesso di risparmiare il polmone e di far tornare la giovane paziente alla sua normale vita.
Fondamentale risulta essere in un caso così complesso la collaborazione multidisciplinare con i reparti di Pneumologia e di Malattie Infettive oltre al reparto di Pneumologia Riabilitativa del Presidio Borsalino ove la paziente ha proseguito il suo recupero fino alla dimissione.
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