(AGENPARL) - Roma, 28 Gennaio 2024 - (AGENPARL) – dom 28 gennaio 2024 INFORMAZIONE ISTITUZIONALE
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Ufficio Stampa
28/1/2024
GIORNO DELLA MEMORIA 2024: LA SOLENNE CERIMONIA
ALLA RISIERA DI SAN SABBA
“Come ha ricordato il Presidente della Repubblica attraverso le parole dello
storico tedesco Eberhard Jackel ‘Nessuno Stato aveva mai deciso e annunciato, con
l’autorità e sotto la responsabilità del proprio leader, di voler uccidere, il più possibile
e senza sosta, un determinato gruppo di essere umani, inclusi gli anziani, le donne, i
bambini e i neonati; e mai aveva messo in atto questa decisione con tutti i mezzi
possibili al potere statale”.
Lo ha detto il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza intervenendo oggi (domenica
28 gennaio) alla solenne cerimonia del “Giorno della Memoria”, svoltasi nella Risiera
di San Sabba, Monumento nazionale, unico campo di sterminio nazista con forno
crematorio in Italia.
“E’ stata la folle “soluzione finale” che ha perseguitato prevalentemente gli ebrei,
considerati il livello più basso nella folle gerarchia umana, concepita dal
nazifascismo. Nei campi di sterminio ed anche in questo luogo furono imprigionati e
uccisi non soltanto ebrei, ma anche prigionieri di guerra, oppositori politici,
omosessuali, rom, sinti, testimoni di Geova e componenti di diverse minoranze
etniche e religiose”.
“Tra queste mura il buio ha oscurato la luce della ragione. Tra queste mura
l’uomo ha umiliato, violentato e ucciso l’umanità. Tra queste mura ed in questa città,
dove sono state promulgate nel 1938 le leggi razziali, il nazismo ed il fascismo hanno
calpestato i principi inalienabili che sono il rispetto della vita e delle libertà, tutte le
libertà. L’Olocausto ha segnato il destino di un popolo. Anche qui, è stata uccisa la
libertà”.
“In questo luogo che è un monumento nazionale ed allo stesso tempo un cenotafio
dove si viene a pregare, a piangere qualcuno a ricordare, a conoscere, l’ideologia
deve restare fuori”.
Il sindaco Dipiazza ha ricordato ancora come “Se questa giornata vuole
preservare la memoria dell’Olocausto e delle vittime della persecuzione, l’obiettivo
principale è quello di educare le generazioni presenti e future sulla gravità delle
violazioni dei diritti umani e promuovere la consapevolezza contro ogni forma di
discriminazione”.
“Il passare del tempo non deve mai offuscare la memoria di ciò che è accaduto.
Questa commemorazione ci ricorda che dobbiamo essere custodi della storia,
testimoniando la sofferenza umana e difendendo i nostri valori fondamentali”.
“L’umanità cosa ha imparato da tutto questo? Purtroppo viene da dire nulla
guardando quello che è accaduto lo scorso 7 ottobre e che sta accadendo nel Mondo.
Proprio in considerazione di questi scenari sono ancora più convito che bisogna
continuare a percorrere, con ancora maggiore forza e determinazione, quella strada di
pacificazione che da anni ho intrapreso insieme alla comunità ebraica, nella nostra
amata Trieste, crocevia di culture, popoli e religioni che nei fatti ha saputo affrancarsi
da quella vergogna del settembre del ’38.
Dobbiamo, insieme, fare nostro il passato in maniera positiva, costruendo
qualcosa per il futuro che diventi nutrimento per una società capace di realizzare e
preservare una convivenza civile e pacifica”.
Infine il sindaco Roberto Dipiazza ha concluso sottolineando come “Una delle
armi più potenti contro l’intolleranza, l’antisemitismo, il totalitarismo è l’istruzione”.
“Le scuole, le Istituzioni e la società nel suo complesso devono unirsi per
insegnare il rispetto, la tolleranza l’importanza di difendere i diritti umani e
salvaguardare la Democrazia. Il Giorno della Memoria, affinché non resti un
esercizio retorico e sterile, deve essere più di una commemorazione, deve essere un
appello all’azione. Insieme, tutti insieme, ognuno nel proprio piccolo dobbiamo
impegnarci a creare un Mondo in cui l’esperienza dell’Olocausto funzioni come un
monito contro le ingiustizie ed un faro di speranza verso la pace e convivenza.
Solo attraverso la consapevolezza, l’educazione e l’impegno possiamo onorare
veramente tutte le vittime e garantire che la storia non si ripeta”.
All’intervento del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza è seguito quello del
Sindaco di Monrupino Tanja Kosmina, in rappresentanza dei Comuni minori che, ha
sottolineato come la Giornata della Memoria sia un momento di riflessione in cui
ricordare i principi fondamentali: democrazia, pace, rispetto solidarietà, correttezza,
cooperazione e soprattutto la non violenza.
La cerimonia ha visto quindi la celebrazione dei riti religiosi.
Per la comunità cattolica il rito è stato officiato da monsignor Enrico Trevisi,
vescovo di Trieste; per la comunità ebraica dal rabbino capo Paul Alexandre Meloni,
per la comunità serbo-ortodossa da padre Raško Radovic, per la Comunità greco-
orientale dall’archimandrita Grigorios Miliaris, per le comunità evangeliche
avventista, elvetica, luterana e metodista dal pastore Peter Ciaccio.
Presenti i Gonfaloni di Trieste, Muggia, della Regione FVG e di Duino – Aurisina
e San Dorligo della Valle – Dolina, corone d’alloro sono state deposte in apertura da
parte di Regione Friuli Venezia Giulia, Prefettura e Comune di Trieste,
rispettivamente con il presidente Massimiliano Fedriga, il prefetto e commissario di
Governo, Pietro Signoriello e il sindaco Roberto Dipiazza e dai diversi rappresentanti
delle Associazioni e dei gruppi che hanno partecipano alla cerimonia, svoltasi nel
rispetto delle disposizioni anti Covid.
Da segnalare infine che, prima della cerimonia principale alla Risiera di San
Sabba, una corona d’alloro è stata deposta da parte del sindaco Roberto Dipiazza
anche nella Stazione Ferroviaria Centrale, a ricordo della partenza dei convogli dei
deportati verso i campi nazisti, dal settembre 1943 al febbraio 1945.
COMTS – LR
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