(AGENPARL) - Roma, 16 Ottobre 2023 - (AGENPARL) – lun 16 ottobre 2023 NURSING UP DE PALMA: «DAL LAZIO L’ALLARMANTE CASO DI ASL PRONTE AD
AFFIDARE “IN ESTERNA” IL SERVIZIO INFERMIERISTICO DI INTERI REPARTI PER
COPRIRE LE FALLE DELLA CARENZA DI PERSONALE. DOVE SONO I PIANI DI
INVESTIMENTO E DI VALORIZZAZIONE TANTO ATTESI DEI PROFESSIONISTI CHE GIÀ
LAVORANO SUL CAMPO NELLA SANITÀ PUBBLICA?»
ROMA 16 OTT 2023 – «E’ davvero il caso di dire che al peggio rischia di
non esserci mai fine. Non bastava, infatti, l’emorragia di infermieri
italiani in fuga verso estero, non bastavano le dimissioni volontarie di
professionisti che quasi ogni giorno lasciano la sanità pubblica.
Di fronte ad una allarmante carenza di personale che il nostro
sindacato, con un report aggiornato al 2022, e presentato nel corso del
recente Congresso Nazionale dei Quadri Dirigenti, ha quantificato in una
base di 175MILA PROFESSIONISTI, FINO A TOCCARE UN PICCO DI 227MILA
UNITÀ, le nostre Regioni pensano, udite udite, di “tappare la falla di
personale infermieristico” affidando totalmente in esterna la gestione
di reparti chiave di aziende sanitarie con bacini di utenza enormi come
quelli della Capitale.
Negli ospedali laziali carenti di personale stanno infatti per arrivare
i «pericolosi trapianti esterni» di equipe infermieristiche messe a
disposizione da società private, in una sorta di discutibile “pacchetto
tutto compreso” per la copertura dei turni nei reparti.
Siamo di fronte all’ingaggio pro tempore di liberi professionisti i cui
costi certo peseranno non poco sul già precario budget delle Regioni, e
non saranno certo l’unico caso: rappresentano una sorta di protesi
esterna per la gamba di un paziente in evidente stato di paralisi.
Sarebbe il caso di riflettere sul chi ha portato il “paziente” ad una
situazione così grave e sul come si possa essere arrivati a tutto
questo.
E’ il caso dell’Asl Roma 4 che, non essendo in grado, come tante altre
aziende sanitarie, di avviare piani concreti di assunzioni interne, ha
deciso di «esternalizzare provvisoriamente» il servizio infermieristico,
proprio per consentire l’imminente apertura di 2 reparti: i 12 posti
letto di Terapia intensiva e sub-intensiva e i 10 posti di Medicina di
Emergenza-Urgenza «in collegamento funzionale con il Pronto Soccorso»
dell’ospedale di Civitavecchia.
Ci rendiamo conto di quanto sta accadendo nella nostra sanità? Ci
lasciamo scappare le nostre migliori eccellenze, perché i nostri
infermieri dipendenti lasciano le ASL per abbandonare l’Italia, e la
nostra politica, per coprire la voragine di personale, utilizza le
proprie già limitate risorse per pagare professionisti “a gettone”.
Siamo sconcertati!».
Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.
«Nel caso dell’Asl della quale parliamo, siamo davanti ad un appalto per
la «durata di 1 anno», con un importo a base di gara da 2 milioni di
euro, di cui un milione e 600 mila euro per i servizi infermieristici e
400 mila euro per i servizi socio-sanitari. La società che se lo
aggiudicherà, infatti, dovrà «assicurare le prestazioni inerenti ai
servizi in appalto con proprio personale», fornendo un totale di «7
infermieri la mattina, 7 il pomeriggio e 6 di notte pari a 57.305 ore
l’anno.
Il quadro è desolante, continua De Palma, anche se la legge oggi
consente, ahimè, tutto questo: siamo davanti ad una sanità tristemente
“preconfezionata”, una sanità che sembra un triste sugo in barattolo
precotto, del quale interessa ben poco anche conoscere gli ingredienti,
perché nessuno ha il tempo per farlo, e non si pensa agli strumenti ed
agli uomini che invece servirebbero per preparare il cibo di qualità, da
zero, con cura e abnegazione.
Non vorremmo che quanto accade possa rappresentare la palese
dimostrazione che la politica sta pericolosamente mollando le redini
della sanità italiana, che così rischia di finire abbandonata a se
stessa, alla mercé dell’incertezza e dell’improvvisazione.
Di certo il caso dell’Asl laziale rappresenta l’ennesima dimostrazione
di scelte a dir poco paradossali: a livello nazionale, regna sovrana
l’incertezza delle cifre a dir poco “ballerine” da stanziare per il
presunto rilancio, è il caso di dire più che mai presunto, del nostro
sistema sanitario, con gli ormai celebri 4 miliardi di euro richiesti
dal Ministro Schillaci ai quali questo Governo pare proprio che non sia
in grado di arrivare.
Le conseguenze rischiano di rappresentare un salto nel vuoto senza
ritorno. L’analisi dei fatti ci porta ad una riflessione doverosa e
schiacciante: la solidità dell’assistenza infermieristica, uno dei punti
cardine della sanità italiana, rischia di crollare, giorno dopo giorno,
trasformandosi in un fragilissimo castello di sabbia.
Cosa ne sarà della qualità dell’offerta sanitaria garantita
quotidianamente dai valenti professionisti dipendenti del nostro SSN, se
a questi ultimi non viene consentito di esprimere al meglio le proprie
enormi qualità, mettendo a repentaglio la stabilità del lavoro che
svolgono ogni giorno al servizio dei cittadini?
Tutto questo non farà altro che acuire inesorabilmente la gravissima
situazione della sanità italiana. La deresponsabilizzazione della nostra
politica ci preoccupa non poco, dal momento che in ballo ci sono la
serenità dei professionisti sanitari e quella della collettività, in
particolare dei soggetti più fragili, la cui tutela della salute è il
caposaldo di un Paese civile», chiosa De Palma.
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