(AGENPARL) - Roma, 14 Maggio 2026 - Il Festival dello Sviluppo Sostenibile arriva al Salone internazionale del Libro di Torino e presenta la nuova pubblicazione di FuturaNetwork.eu
La demografia prefigura un mondo dai capelli bianchi, interventi sul Dna promettono una medicina di precisione verso l’immortalità. Clima, urbanesimo e disuguaglianze ridefiniscono città e modi di abitare. Relazioni fluide e digitali trasformano famiglia e rapporti interpersonali, con milioni di robot intelligenti per una nuova concezione di lavoro e tempo libero. Guerre odierne come laboratori dei conflitti del futuro, senza tralasciare la colonizzazione galattica. Spazio anche alle stesse intelligenze artificiali con proiezioni tra fantascienza e possibile realtà.
Come potrebbe diventare l’essere umano in un mondo dominato dall’intelligenza artificiale? In che modo potrebbero cambiare lavoro, relazioni, potere politico e identità biologica in una società sempre più interconnessa con le macchine? Quanto la crisi climatica ridefinirà città, spazi e modi di vita? Tanti sono gli interrogativi che si impongono immaginando come si svilupperà l’umanità nei prossimi 50 anni. Non esiste un solo futuro, ma tanti possibili. Soltanto uno però è auspicabile e sostenibile ovvero la creazione di pace, benessere e prosperità per una popolazione che si stima supererà quota 10 miliardi nella seconda metà del secolo.
Nel volume “2026–2076. Dall’homo sapiens all’homo augmentatus”, presentato oggi al Salone Internazionale del Libro di Torino in occasione del decimo Festival dello sviluppo sostenibile, per la collana Mille schegge di futuro, a cura della redazione del sito FuturaNetwork.eu, promossa da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, si prova a dare forma ai possibili futuri. Lungi dall’offrire scenari definiti, si discutono piuttosto gli elementi di previsione disponibili, gli sviluppi conseguenti l’accelerazione combinata di più fattori già in atto: una costellazione di “schegge” per indagare il futuro a partire dal presente e soprattutto sollecitare riflessioni e dibattiti rispetto al mondo che è ancora in nostro potere realizzare.
L’ipotesi a partire da cui si sviluppa il volume è che nei prossimi cinquant’anni l’umanità potrebbe attraversare una trasformazione così profonda da mutare in qualcosa di evolutivamente diverso: un “homo augmentatus”, in cui l’integrazione con gli algoritmi e l’avvento dei robot umanoidi dotati di intelligenza artificiale è strutturale, tanto da condizionare lavoro, relazioni, conoscenza e persino la biologia umana mentre crisi climatica, disuguaglianze, urbanizzazione e risorse naturali scatenano tensioni e migrazioni sempre più vaste, ridisegnando gli equilibri geopolitici. Un capitolo fondamentale è la grande incognita sul minor impiego di forza di lavoro umana a fronte della nascita di nuove professioni oggi ancora difficilmente immaginabili, anche se si afferma sempre più la formazione continua e personalizzata, fil rouge tra studio, lavoro e vita privata.
Dal punto di vista della biologia, la trasformazione del corpo umano in relazione alle tecnologie e gli interventi sul genoma apre nuovi interrogativi rispetto alle disuguaglianze tra individui tecnologicamente potenziati e quelli che non lo sono. Sullo sfondo democrazie, città e modelli di rappresentanza in un sistema sempre più interconnesso e virtualmente mediato.
“Un aumento contenuto delle temperature e un uso di risorse compatibile con il Pianeta è il solo scenario in grado di garantire il benessere anche delle future generazioni”, precisa Donato Speroni, responsabile della redazione Futura network e curatore del volume, “Pensare il futuro in questi termini è liberatorio, responsabilizzante e serve a tutti noi per avere l’idea che non stiamo subendo gli accadimenti, ma abbiamo almeno intellettualmente e culturalmente la possibilità di pensare in avanti. L’importante è spostare il dibattito pubblico a riflettere anche sul medio lungo termine”.
Accanto ai saggi e alle analisi, il libro raccoglie interviste a studiosi ed esperti e dedica una sezione alle intelligenze artificiali, chiamate a immaginare scenari del 2075–2076, in un intreccio continuo tra rigore scientifico e narrazione speculativa cercando anche la risposta alla domanda delle domande: come vivrà l’umanità, come spenderà il suo tempo quando beni e servizi saranno in gran parte prodotti dalle macchine? Quasi cent’anni fa l’economista John Maynard Keynes immaginava che le persone liberate dal lavoro si sarebbero dedicate all’arte e ad altre attività elette, ma sarà davvero così?
Il volume è disponibile in versione cartacea e digitale gratuita scaricabile dal sito futuranetwork.eu. Scopri di più sulle precedenti pubblicazioni della collana “Mille schegge”.
L’incontro è stato moderato dal giornalista e scrittore Luca De Biase e ha visto la partecipazione degli autori di alcune sezioni del volume: Maddalena Binda, Andrea De Tommasi, Flavio Natale, Donato Speroni e del matematico ed esperto di intelligenza artificiale, Pietro Speroni di Fenizio.





Il Festival dello sviluppo sostenibile, giunto alla decima edizione, è presente al Caffè Letterario del Padiglione Oval al Salone Internazionale del Libro di Torino con quattro appuntamenti: il 14 maggio ore 13.45-14.45 la presentazione del volume a cura di futuranetwork.eu “2026-2076. Dall’homo sapiens all’homo augmentatus”; alle 15.00 il dibattito “Si fa presto a dire Sostenibilità; il 15 maggio alle 10.30 l’evento performance “Processo all’intelligenza Artificiale” e alle 15.00 la presentazione della “Guida ai Comuni sostenibili”. Per maggiori dettagli: https://2026.festivalsvilupposostenibile.it/torino/
Futura Network è un sito promosso dall’ASviS – Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, nato per esplorare i possibili scenari dei prossimi decenni e stimolare il dibattito per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile attraverso analisi, interviste e segnalazione di materiali. La scelta del nome rappresenta sia la molteplicità dei futuri possibili (“futura”, plurale della parola latina “futurum”) che un “network” dove valorizzare le tante esperienze e competenze esistenti nel nostro Paese e all’estero. Futura Network è l’hub divulgativo di Ecosistema Futuro, la partnership lanciata dall’ASviS per portare il tema dei futuri al centro del dibattito culturale e politico del Paese.
“2026–2076. Dall’homo sapiens all’homo augmentatus” è il terzo volume della collana cartacea e digitale “Mille schegge”: arriva dopo “Mille schegge di futuro” (2024), che raccoglieva una sintesi del lavoro svolto da Futura Network dalla nascita del progetto nel 2020, e “Mille schegge di intelligenza artificiale” (2025), dedicato alla rapida diffusione dell’AI e ai suoi impatti sulla società contemporanea.
ASviS e il Festival: una storia che dura dieci anni
Nata il 3 febbraio 2016, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ETS (ASviS) promuove la diffusione della cultura della sostenibilità in Italia e nel mondo, coinvolgendo istituzioni, imprese, società civile, enti territoriali, università, centri di ricerca, fondazioni e reti nazionali e internazionali sui 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030. L’Alleanza lavora per orientare modelli di produzione e consumo, analizzare opportunità e sfide per il Paese e contribuire alla definizione e al monitoraggio delle politiche per il raggiungimento degli SDGs. L’ASviS, come Ente del Terzo Settore, riunisce oggi oltre 300 organizzazioni e più di mille esperti ed esperte attivi nei Gruppi di lavoro tematici su ciascun Goal e trasversali ad essi. La 10ª Edizione del Festival conta nel cartellone oltre mille iniziative della società civile in Italia, online e nel mondo, confermandosi la più grande piattaforma di mobilitazione di territori, istituzioni e imprese per accelerare il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
Link utili:
Sito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026
Spot campagna “Diamo luce alla sostenibilità”
Cartella stampa – Festival dello Sviluppo Sostenibile