(AGENPARL) - Roma, 30 Settembre 2023 - (AGENPARL) – sab 30 settembre 2023 COMUNICATO STAMPA
L’Abi ha condotto un approfondimento sulla base dei dati appena pubblicati dalla Banca
d’Italia: a giugno 2023 i prestiti in Italia registrano una riduzione su base annua del –
2,4%, ma sono presenti significative differenze a livello territoriale. Nel Sud i prestiti
crescono dello 0,5%, nelle Isole si confermano sullo stesso valore dello scorso anno,
mentre sono in diminuzione nel Nord-Ovest (-1,3%), nel Nord-Est (-2,2%) e soprattutto
nel Centro Italia (-5,0%).
Nelle regioni i finanziamenti crescono a giugno 2023 rispetto a giugno 2022 in Molise
(+1,4%), Campania (+1,1%), Puglia (+0,4%), Sardegna (+0,4%), Basilicata (+0,3%).
Le riduzioni più elevate si registrano in Valle d’Aosta (-8,5%), Lazio (-6,0%), Friuli-
Venezia Giulia (-5,7%), Provincia autonoma di Trento (-5,1%).
Sono in diminuzione i prestiti alle imprese: -3,4 % a livello nazionale; -3,4% nel Nord-
Ovest; -3,6% nel Nord-Est, -5,1% nel Centro, -0,4% nel Sud e -1,1% nelle Isole. Le
regioni con un segno positivo sono il Molise (+4,0%), la Campania (+1,1%), Provincia
autonoma di Bolzano (+1,5%).
Crescono, invece, i finanziamenti alle famiglie. A livello nazionale aumentano su base
annua a giugno 2023 dell’1% e in tutte le diverse aree territoriali: +0,6% nel Nord
Ovest, +0,8% nel Nord Est, +1,0% nel Centro, +2,0% nel Sud e +1,5% nelle Isole. I
tassi di crescita più elevati dei finanziamenti alle famiglie si registrano in Puglia (+2,5%)
e in Campania (+2,1%), in riduzione nella provincia di Trento (-1,0%), nelle Marche (-
0,8%), Valle d’Aosta (-0,5%), Liguria (-0,4%).
Nella qualità del credito, nel secondo trimestre del 2023, a livello nazionale e nelle
singole aree territoriali si registrano riduzioni rispetto al trimestre precedente delle
sofferenze e delle inadempienze probabili, mentre sono in aumento i prestiti scaduti o
sconfinanti, primo segnale di peggioramento della qualità del credito: il fenomeno
interessa tutte le diverse aree di Italia.
Sul totale delle sofferenze, 14,4 miliardi di euro sono riconducibili alle imprese, 2,6
miliardi per mutui per acquisto abitazioni e 1,2 miliardi per credito al consumo.
Il rapporto sofferenze su impieghi è più elevato nelle regioni del Mezzogiorno, 2,2%,
rispetto all’1,2% del totale Italia, 0,9% nel Nord e 1% nel Centro: i valori più elevati si
registrano In Calabria (2,4%), in Sicilia e Sardegna con 2,3%; il livello più basso (0,6%)
in Trentino-Alto Adige.
Se si considerano le sole imprese, il rapporto sofferenze su impieghi sale in Italia al 2%,
al 3,4% nel Mezzogiorno, all’1,5% nel Nord e al 2,7% nel Centro Italia.
Roma, 30 settembre 2023
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