(AGENPARL) - Roma, 11 Novembre 2022 - (AGENPARL) – ven 11 novembre 2022 COMUNE DI LECCE
TEATRO PUBBLICO PUGLIESE
Stagione teatrale2022 -23
Teatro Apollo e Teatro Paisiello
IL TEATRO È DI TUTTI,
TUTTI A TEATRO!
3 dicembre 2022 – TEATRO PAISIELLO
Stefano Francioni Produzioni e Friends & Partners
Paola Turci
MI AMERÒ LO STESSO
di Paola Turci e Alessandra Scotti
regiaPAOLO CIVATI
Mi amerò lo stesso è un monologo che a volte vorrebbe essere un dialogo. Paola Turci si racconta, ma certe volte non è più lei a parlare, ma qualche personaggio che ha incontrato nel corso della sua vita, a cui lei presta solo la voce, a volte ci mostra il punto di vista di sua mamma, personaggio che torna in ogni momento importante, a volte sono protagonisti di un solo momento. Un monologo sincero e divertente in cui alla realtà si mischiano i sogni e nei sogni entra la vita. Il racconto della vita di una donna, in cui è facile identificarsi: i suoi desideri e le sue debolezze, i ricordi e le speranze per il futuro. Il tutto legato da alcune canzoni che hanno fatto da colonna sonora a ogni fase della sua esistenza.
17 dicembre 2022 – TEATRO APOLLO
La Pirandelliana
Nello Mascia, Valerio Santoro, Luciano SaltarelliA CHE SERVONO QUESTI QUATTRINIdi Armando Curciocon Nello Mascia, Valerio Santoro, Luciano Saltarelli, Loredana Giordano, Fabrizio La Marca, Ivano Schiavi scene Luigi Ferrignocostumi Ortensia De Francescoluci Antonio Molinaroregia ANDREA RENZI
A che servono questi quattrini è una commedia di Armando Curcio messa in scena per la prima volta nel 1940 dalla compagnia dei De Filippo con grande successo di pubblico. La vicenda ruota intorno al Marchese Parascandolo detto il Professore che per dimostrare le sue teorie socratiche, bizzarre e controcorrente, ordisce un piano comicamente paradossale che svela l’inutilità del possesso del denaro. L’Italia di lì a poco sarebbe entrata nel conflitto della II Guerra Mondiale e il mondo post-capitalistico dell’alta finanza era di là da venire ma l’argomento, così esplicitamente indicato nel titolo, stuzzicò la curiosità del pubblico di allora tanto che, pochi anni dopo, nel 1942, la commedia venne trasposta sugli schermi cinematografici per la regia di Esodo Pratelli con Eduardo e Peppino De Filippo. Il protagonista immaginato da Amando Curcio, a metà strada tra un filosofo stoico e un astuto truffatore, non voleva, né poteva, mirare al bersaglio della Grande Economia ma certo l’ordito della sua trama e delle sue paradossali speculazioni sollecitano anche in noi uno sguardo disincantato (e saggio) sugli inganni della categoria dell’ECONOMICO, che tutto, oggi, pervade. I temi dell’inutilità del denaro e della dannosità del lavoro, benché calati nella realtà di due famiglie napoletane degli anni ’40, una poverissima l’altra in apparenza arricchita, riescono, sul filo del paradosso, a incuriosirci ad aprirci nella fantasia strade alternative e a divertirci.
12 gennaio 2023 – TEATRO APOLLO
Teatro patologico
Dario D’Ambrosi
MEDEA
interpreti Almerica Schiavo, Paolo Vaselli, Dario D’Ambrosi
coro Attori diversamente abili della Compagnia Stabile del Teatro Patologico
musiche originali Francesco Santaluciadirezione coro e percussioni Francesco “Papaceccio” Crudele
scene e costumi Raffaella Toni
disegno luci Danilo Facco
Assistente tecnico: Alessandro Corazzi
adattamento e regia DARIO D’AMBROSI
Il progetto proposto da Dario D’Ambrosi e dal suo Teatro Patologico, in collaborazione con l’Università di Roma “Tor Vergata”, è di portare in scena una particolarissima versione della “Medea” di Euripide, a conclusione di un intenso e riuscito percorso teatrale, quello della scuola di formazione teatrale per ragazzi diversamente abili “La Magia del Teatro”. Lo spettacolo vede in scena ragazzi con disabilità e attori professionisti, tra cui Almerica Schiavo nel ruolo di Medea, Dario D’Ambrosi nel ruolo di Creonte e Paolo Vaselli. L’adattamento possiede come elemento centrale il rapporto tra corpo e linguaggio: un corpo che si fa lingua e comunicazione, grazie all’importantissimo ruolo che ricoprirà la musica dal vivo di Francesco Santalucia e Francesco Crudele in arte Papaceccio. Il linguaggio assume sostanza soprattutto attraverso l’uso del greco antico. Lo spettacolo prevede infatti sia l’uso dell’italiano che del greco antico (risultato di un attento lavoro di studio e consulenze filologiche). Ciò che ha delineato i diversi momenti e quindi il diverso uso delle due lingue è proprio l’emozionalità, i diversi stati emotivi che caratterizzano questa violenta quanto commovente storia. La musica dal vivo accompagna i momenti in greco antico, non come semplice tappeto musicale ma come vero e proprio intervento corporeo ad arricchire, completare le suggestioni che saranno evocate da una lingua così antica e musicale; la lingua italiana sarà lasciata al silenzio, all’assenza di musica, a quella carica di suggestioni ed emozioni che saranno presenti nei monologhi di Medea quanto nei rapidi e intensi scambi di battute. La scelta del testo ed il successivo lavoro di sperimentazione dimostrano che il lavoro di D’Ambrosi con i ragazzi con disabilità, non sono solo una forma di terapia, ma anche la fantastica possibilità di espressione artistica ed emotiva, un luogo di aggregazione e di formazione entusiasmante in cui giocare e divertirsi sul serio, in cui i ragazzi disabili hanno potuto sentirsi ed essere finalmente protagonisti.
26 gennaio 2023 -TEATRO PAISIELLO
Pino Ingrosso
CANTO PASOLINI
spettacolo teatrale musicale di Pino Ingrosso
con Stefano Indino – fisarmonica, Andrea Rossetti – piano, RaùlScebba – batteria, Umberto Malagnino – basso, Daniela Guercia – cori, voce recitante, colori percussivi, Luca Morciano e Francesco Perinelli – voci recitanti
Regia DANIELA GUERCIA
Lo spettacolo è tratto dall’omonimo disco che contiene 11 poesie di Pier Paolo Pasolini musicate da Pino Ingrosso e una canzone edita scritta da Pasolini e da Domenico Modugno. Negli scritti di Pasolini c’è tutto il suo mondo: quello pubblico e quello privato e, nel leggerlo Ingrosso ha imparato a conoscere e ad entrare in consonanza con Pasolini Poeta. Spiega Pino Ingrosso: «Questo progetto è nato come approccio carnale basato sulle “affinità elettive”. È una elaborazione dei sentimenti, della sensibilità, del mio amore per quello che era il meraviglioso universo emozionale di questo grandissimo Poeta e spero, con questo disco, di affascinare allo stesso modo, anche i giovani che lo conoscono meno». Le composizioni di Ingrosso, conferiscono gentilezza e grazia anche alle parole più crude riscattando ogni durezza dei contenuti; anche il tema della morte che nei versi pasoliniani è sempre sferzante, nella musica di Ingrosso diventa Serenata.
Un’autentica dichiarazione d’amore dell’artista leccese all’Opera di questo ineguagliabile e profondissimo intellettuale del ‘900.
8 febbraio 2023 – TEATRO APOLLO
Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
Luigi Lo Cascio, Vincenzo Pirrotta, Giovanni Calcagno
GILGAMESH
L’EPOPEA DI COLUI CHE TUTTO VIDE
raccontata da Luigi Lo Cascio, Vincenzo Pirrotta, Giovanni Calcagno
composizioni video Alessandra Pescettamusiche originali Andrea Rocca
disegno luci Vincenzo Bonaffini
consulenza scientifica Luca Peyroneltesto e regia GIOVANNI CALCAGNO
Circa due secoli fa, negli scavi della biblioteca di Assurbanipal a Ninive, gli archeologi portarono alla luce una serie di tavolette. Quando fu decifrata la scrittura cuneiforme, esse rivelarono il titolo di un poema: Di colui che vide le profondità e le fondamenta della terra.
Gilgamesh è il più antico poema del mondo.
È la storia di un giovane re che, dopo aver sperimentato il dolore per la morte del migliore amico, lascia il trono per andare alla ricerca del segreto della vita eterna.
Alla fine del suo peregrinare, dopo aver interrogato l’unico uomo sopravvissuto al Diluvio, torna in patria con la certezza che il destino dell’uomo è di essere mortale.
II viaggio di Gilgamesh ai confini del mondo, da un punto di vista eroico, è un completo fallimento, ma la sua sconfitta diventa un nuovo punto di comprensione delle cose della vita.
25 febbraio 2023 – TEATRO APOLLO
Nidodiragno/CMC
Fabio Troiano
IL DIO BAMBINO
testo e musiche di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
scene e costumi Lorenza Gioberti
disegno luci Aldo Mantovani
foto e video Likeabeeregia GIORGIO GALLIONE
con il contributo di Comune di Barletta/Teatro Curci
in collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber e Teatro Pubblico Pugliese
Scritto nel 1993 da Giorgio Gaber e Sandro Luporini, il monologo Il dio bambino prosegue e approfondisce il particolarissimo percorso teatrale del Gaber di quegli anni. Esempio emblematico del suo “teatro di evocazione”, Il dio bambino racconta una normale storia d’amore che si sviluppa nell’arco di alcuni anni e dà agli autori l’occasione di indagare su l’Uomo, per cercare di capire se ce l’ha fatta a diventare adulto o è rimasto irrimediabilmente bambino, un bambino che si vanta della sua affascinante spontaneità invece di vergognarsi di un’eterna fanciullezza. Un uomo a confronto con una donna, il migliore testimone per mettere in dubbio la sua consistenza, la sua presunta virilità. Nel dio bambino è la nascita di un figlio a far ritrovare al protagonista il senso del proprio agire, tra lampi di autoironia e umorismo. A trent’anni di distanza, Il dio bambino rimane un testo di incredibile forza e attualità, cinico ma commovente. Un teatro disturbante, nel suo stimolo a ripensare a noi stessi, ma di grandissima empatia. La regia di Giorgio Gallione, prezioso motore di una rinnovata vita scenica del teatro di Gaber, valorizza l’attualità e l’empatia di questo testo, trovando un perfetto connubio con l’interpretazione di Fabio Troiano, talentuoso e versatile attore di teatro, cinema e tv, abile nell’attraversare con analogo successo testi comici e intimisti, qui atteso a una funambolica prova d’attore.
22 marzo 2023 – TEATRO PAISIELLO
Compagnia Berardi Casolari / Fondazione Luzzati Teatro della Tosse
Gianfranco Berardi, Gabriella Casolari
I FIGLI DELLA FRETTOLOSA
con Gianfranco Berardi, Gabriella Casolari, Ludovico D’Agostino, Flavia Neri, Silvia Zarutesto e regia Gabriella Casolari e Gianfranco Berardi
e con il coro di attori non vedenti e ipovedenti del laboratorio
Con il contributo dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Con il sostegno di Sardegna Teatro, Teatro dell’Elfo, Istituto dei Ciechi di Milano
Con il sostegno di Sardegna Teatro, Teatro dell’Elfo, Istituto dei Ciechi di Milano
I figli della frettolosa è uno spettacolo che affronta il tema della cecità e del significato più ampio che ha oggi la parola “vedere”. In un mondo ipereccitato dal bombardamento di immagini e suoni, che sempre più neutralizzano i nostri sensi forti, vista e udito, l’attenzione dell’individuo è sempre più distante dalla vera conoscenza dell’essere, dell’esistenza. Il punto di vista qui è allora quello di un cieco, di chi guarda ma non vede, percependo la realtà circostante in modo differente. La cecità è messa in scena allo stesso tempo come esperienza di vita reale, fisica, e come concezione metaforica, sinonimo di una miopia sociale ed esistenziale che ci riguarda in prima persona. Anche questa volta la riflessione sul contemporaneo parte dalle esperienze personali di Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari, dall’osservazione e dall’ascolto della realtà che li circonda ma, a differenza dei precedenti lavori, i ciechi in scena questa volta saranno molti. Bastoni bianchi e occhiali scuri, andatura traballante e movimenti timorosi, ma anche ostinazione, entusiasmo, desiderio di rivalsa: un coro di ciechi come emblema di umanità, allegoria di una società smarrita e insicura, mai arrendevole.
18 aprile ORE 21 2023-TEATRO PAISIELLO
ORE 11.00 -matinée per le scuole
Permàr/ Emilia Romagna Teatro ERT – Teatro Nazionale
Mario Perrotta
S/CALVINO
o della libertà
uno spettacolo di MARIO PERROTTA
Libertà è una parola che segna con forza la nostra contemporaneità, soprattutto dopo che la pandemia ancora in corso ci ha ricordato drammaticamente il senso delle parole segregazione, isolamento, costrizione, solitudine. Oggi, ognuno di noi vorrebbe essere “libero”. Libero di fare, libero di muoversi, di autodeterminarsi, di abbracciare, di incontrare, di dire la propria sui Social, di esprimere se stesso senza se e senza ma. Questo desiderio profondo e ancestrale di libertà, però, si scontra – e da sempre – con la libertà dell’altro, di chi mi sta accanto, di chi mi abita di fronte, di chi viaggia sul mio stesso treno, di chi ha idee diverse dalle mie, di chi usa modi diversi dai miei per esporre il suo pensiero. E allora è il momento di riparlare di libertà, di riflettere su quel passaggio delicato e fondamentale in cui la “mia” libertà diventa la “nostra” libertà, per provare a rintracciare un nuovo significato condiviso che ci riposizioni, tutti, uno accanto all’altro e non più uno di fronte all’altro o, ancor peggio, uno contro l’altro.
27aprile 2023 – TEATRO APOLLO
Società per Attori /Goldenart ProductionAmbra Angiolini, Arianna ScommegnaIL NODOdi JOHNNA ADAMStraduzione di Vincenzo Manna e Edward Fortesscene Maria Spazzicostumi Erika Carrettalight designer Roberta Faiolomusiche Mauro Di Maggio e Federica Luna Vincentiaiuto regia Gabriele Scottiregia SERENA SINIGAGLIA
Un’aula di una scuola pubblica. È l’ora di ricevimento per una insegnante di una classe di prima media. È tesa, ha la testa altrove, è in attesa di una telefonata che non arriva mai. Al colloquio si presenta inaspettatamente la madre di un suo allievo. Vuole parlarle, ma non sarà un dialogo facile. Suo figlio alcuni giorni prima è stato sospeso, è tornato a casa pieno di lividi e lei vuole a tutti i costi capire il perché. È stato vittima di bullismo o forse lui stesso è stato un molestatore… Forse l’insegnante l’ha trattato con asprezza… Sciogliere questo nodo, cercare la verità è l’unica possibilità a cui aggrapparsi. Perché, come conseguenza del fatto, il figlio ha commesso qualcosa di tremendo, di irreparabile. E solo un confronto durissimo tra le due donne potrà dare un senso al dolore, allo smarrimento e al loro reciproco, soffocante senso di colpa. Il Nodo è ambientato in una classe di prima media della scuola pubblica di Lake Forest, piccolo centro abitato nei dintorni di Chicago. Ma attenzione: il “dove” non è importante, importante è il “quando” e soprattutto il “perché”. Quali sono le responsabilità educative dei genitori e quali quelle delle istituzioni nei confronti dei figli? Di chi è la colpa se i nostri figli si trasformano in vittime o carnefici?
22 maggio 2023 – TEATRO PAISIELLO
Factory Compagnia TransadriaticaHAMLETO
Ispirato ad Amleto di William Shakespeare
testo Fabrizio Tana
luci Davide Arsenio
costumi Lilian Indraccolo
voiceover Lorenzo Paladini
sound designer Filippo Bubbico
con Alessandra Cappello, Lara Capoccia, Anna Giorgia Capone, Nicola De Meo, Francesca De Pasquale, Francesca Peluso, Alessandro Rollo, Antonella Sabetta, Stefano Solombrino, Diomede Stabile, Carmen Ines Tarantino, Fabio Tinella, Elena Urso.
assistente Carmen Ines Tarantino
a cura di TONIO DE NITTO e FABIO TINELLA
Hamleto è il punto di arrivo della ricerca di Factory su teatro e disabilità, un’indagine sul corpo non conforme attraverso lo sguardo e le parole non conformi che accompagnano la discesa nell’abisso shakespeariano. Un gruppo misto di persone con e senza disabilità si è cimentato con la tragedia per eccellenza, ne ha scandagliato i temi e le possibilità provando, attraverso di essa a rivendicare la propria esistenza, quell’esserci, quel “to be” che ci fa aggrappare alla vita anche quando ne perdiamo il senso.
Anche le parole di questo Hamleto sono scritte da una penna non conforme, sono il parto libero di pensieri in cui persona e personaggio si confondono inventando una grammatica speciale, essenziale ed esistenziale.
Hamleto è un progetto speciale frutto del laboratorio permanente di teatro e disabilità di Factory inaugurato a Lecce nel 2021 e naturale prosieguo del progetto ‘Cross the gap’ col quale era nato Hubu re, sempre aggiungendo una H all’opera ispiratrice, simbolo della ricerca e dell’incontro tra i due mondi creativi.
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