Resta un fitto mistero sulla sorte di Ali Larijani, Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano. Mentre il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ne ha rivendicato ufficialmente l’uccisione in un raid notturno su Teheran, l’Iran ha replicato pubblicando un messaggio autografo dell’uomo forte del regime, senza tuttavia fornire prove video della sua incolumità. In questo clima di incertezza, si rincorrono indiscrezioni non confermate su un possibile trasferimento di Larijani verso il Nord-Est del Paese. Secondo fonti vicine agli osservatori della sicurezza nell’area, il corridoio umanitario aperto dal Turkmenistan per l’evacuazione degli stranieri nell’area di Mashhad potrebbe rappresentare una via…
Autore: Sabrina Panarello
Il Presidente USA Donald Trump, in un’intervista al Financial Times e ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, ha vincolato il futuro della NATO al supporto militare nello Stretto di Hormuz. “Se gli alleati non aiuteranno a riaprire lo Stretto, le conseguenze per l’Alleanza saranno gravissime”, ha dichiarato Trump, sottolineando che l’Europa, principale beneficiaria del petrolio del Golfo, deve ora condividere l’onere della sicurezza marittima e non può più contare su una “strada a senso unico”. Alle minacce di Trump è seguito il gelo coordinato dei partner. Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha respinto l’ultimatum dichiarando che la NATO è…
– “Nessuna nazione potrà utilizzare lo Stretto di Hormuz per colpire l’Iran”. Con queste parole il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, ha ufficializzato il blocco selettivo della via d’acqua strategica. L’accesso sarà garantito esclusivamente ai Paesi non ostili. La mossa, che segue i raid alle infrastrutture energetiche, punta a neutralizzare il supporto logistico agli alleati di Israele e USA, elevando al massimo il rischio di escalation per i mercati petroliferi e la sicurezza internazionale https://www.aljazeera.com/where/iran
Il comando della missione UNIFIL ha rilasciato una nota ufficiale a seguito del coinvolgimento della base italiana di Shama negli scontri nel sud del Libano. Nella dichiarazione, i vertici dei Caschi Blu ricordano a tutte le parti in causa “gli obblighi di garantire la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite”. “Qualsiasi attacco deliberato o derivante da negligenza contro i peacekeeper – si legge nel comunicato – costituisce una grave violazione del diritto internazionale e della Risoluzione 1701. Tali atti possono configurarsi come crimini di guerra”. Intanto, fonti diplomatiche confermano che la Francia ha richiesto una riunione d’urgenza…
“Seguo con estrema apprensione quanto accaduto oggi a Shama. La sicurezza del nostro contingente impegnato nella missione UNIFIL è la priorità assoluta per il Governo italiano. Ribadiamo con fermezza che l’integrità del personale delle Nazioni Unite deve essere garantita in ogni momento da tutte le parti coinvolte. Stiamo lavorando senza sosta a livello diplomatico per favorire la de-escalation, consapevoli che gesti avventati, come un coinvolgimento nello Stretto di Hormuz, rappresenterebbero un passo pericoloso verso un’estensione del conflitto che l’Italia vuole assolutamente evitare.”
Tensione nel sud del Libano: nel tardo pomeriggio di oggi, alcuni detriti di razzi intercettati dalla difesa israeliana sono caduti sulla base UNIFIL di Shama, sede del Comando del Settore Ovest a guida italiana (Brigata Sassari). Il Ministero della Difesa comunica che non si registrano feriti gravi. Un militare italiano è stato assistito dal personale sanitario per un dolore a un occhio causato dai frammenti, ma le sue condizioni non preoccupano. Il Ministro Guido Crosetto resta in contatto costante con il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) per monitorare la sicurezza del personale, mentre Israele ha ufficializzato l’avvio di operazioni…
In Libano si sta ripetendo il copione già visto a Gaza, distruzione a tappeto con bombardamenti su ospedali, infrastrutture abitazioni e ambulanze. Inoltre è stato denunciato anche l’uso del fosforo bianco da parte dell’esercito israeliano. E non c’è alcuno scrupolo nel colpire anche la missione Onu Unifil. Oggi è stata toccata la cifra di 1 milione di sfollati su una popolazione di circa 6 milioni di abitanti. Questo ha un effetto devastante sul Paese, sulla sostenibilità della situazione, soccorsi in primis. E ora in Libano si estende anche l’invasione di terra su larga scala. Un dramma, dal punto di vista…
l’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra. Lo ha ribadito formalmente la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, in parlamento. Eppure in una parte della nostra nazione, la Sicilia, mezzi aerei della US Navy, di stanza nella base di Sigonella, effettuano sorvoli ed esercitazioni sull’Etna, atterrando finanche in una area protetta del Parco delle Madonie. La Sicilia non è e non può essere trasformata in un hub di guerra al servizio di interessi bellici stranieri”. Lo dicono i deputati siciliani del PD Giovanna Iacono, Stefania Marino, Peppe Provenzano e Anthony Barbagallo che hanno presentato una interrogazione urgente – primo…
Verso la sovranità digitale europea. Digital Networks Act: investimenti, sicurezza e resilienza”, è l’incontro promosso da Nicola Zingaretti, capo delegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo, che ha riunito oltre 200 operatori del settore delle Telecomunicazioni italiani. L’incontro è stato l’opportunità per discutere il futuro delle infrastrutture digitali europee e il percorso legislativo del Digital Networks Act, la proposta con cui l’Unione punta a rafforzare investimenti, sicurezza e integrazione del mercato europeo delle telecomunicazioni. Hanno partecipato, tra gli altri, esponenti della Commissione europea, del Parlamento europeo e delle autorità di regolazione, insieme ai principali operatori del settore – tra cui…