(AGENPARL) - Roma, 21 Aprile 2026 - Non solo blocchi navali, ma una vera e propria strategia di pressione psicologica per destabilizzare il fronte interno iraniano. È questa la lettura che Jason Campbell, ex alto funzionario del Pentagono, ha fornito nelle ultime ore commentando l’annuncio del Presidente Donald Trump sull’estensione del cessate il fuoco.
Secondo Campbell, definire la leadership di Teheran come “seriamente fratturata” è un tentativo deliberato della Casa Bianca di accentuare le speculazioni su chi detenga realmente il potere in Iran. L’obiettivo sarebbe costringere la Repubblica Islamica a rivedere al ribasso le proprie richieste, ammorbidendo quel “piano in 10 punti” che Teheran ha finora presentato come una proposta unitaria e non negoziabile.
“La Casa Bianca cerca di salvare la faccia dopo settimane di stallo,” ha spiegato Campbell, sottolineando come Trump stia tentando di ottenere una lista di punti negoziali più dettagliata e meno rigida proprio insinuando il dubbio sulla compattezza del governo iraniano. Al momento, però, Teheran non sembra intenzionata a cedere, mantenendo fermo il rifiuto di sedersi al tavolo finché non verrà rimosso il blocco navale.