(AGENPARL) - Roma, 21 Aprile 2026 - Emergono dettagli clamorosi sulla gestione diplomatica della Casa Bianca nelle ultime ore. Mentre il Presidente Donald Trump annunciava urbi et orbi che il Vicepresidente JD Vance era “in viaggio verso Islamabad”, la realtà era ben diversa: Vance non ha mai lasciato Washington.
Secondo fonti giornalistiche internazionali (Alan Fisher, Al Jazeera), il Vicepresidente è rimasto fermo nella capitale statunitense, in attesa di una conferma ufficiale – mai arrivata – che la delegazione iraniana fosse effettivamente disposta a sedersi al tavolo. L’annuncio della partenza sarebbe stato quindi un tentativo di “moral suasion” o un vero e proprio bluff strategico per forzare la mano a Teheran tramite la mediazione pakistana.
Ma la pressione non arriva solo dall’Iran. Trump deve fare i conti con la sua base elettorale: i sostenitori MAGA, leggendo i post del Presidente su Truth Social, stanno esprimendo un forte dissenso contro l’estensione del cessate il fuoco. Il timore diffuso tra i fedelissimi è che Teheran stia usando questo tempo per “riarmarsi” e completare lo sviluppo dell’arma atomica. “Non dategli tempo”, è il mantra che rimbalza sui social, spingendo Trump verso una posizione ancora più massimalista, nonostante l’intelligence USA non confermi l’imminenza del break-out nucleare iraniano.
L’estensione della tregua, dunque, appare sempre più come una manovra politica interna per gestire l’imbarazzo di una delegazione rimasta a terra, mentre l’ombra di un attacco militare torna a farsi concreta sotto la spinta dell’ala più dura dei sostenitori del Presidente.