(AGENPARL) - Roma, 2 Giugno 2026 - Il viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi, ha risposto in modo netto alle ultime notizie sulla crisi libanese. In un post pubblicato su X e rilanciato dall’agenzia IRNA, il funzionario ha criticato il silenzio dell’Occidente davanti alle violazioni israeliane del cessate il fuoco.
Il punto di partenza è la telefonata tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Trump ha dichiarato di aver parlato con il premier israeliano, convincendolo a cancellare i piani di attacco su Beirut.
Gharibabadi ha ribaltato la narrativa ufficiale con una domanda precisa: “Se la decisione di attaccare la capitale di uno stato indipendente può essere cambiata con una sola telefonata, perché mesi di violazioni del cessate il fuoco, aggressioni contro il Libano, spostamento di civili e minacce alla sovranità del paese sono continuate con il sostegno politico e militare occidentale?”.
Secondo quanto riportato da IRNA, per Teheran questo intervento di Trump non è un segno di impegno per la pace, ma la prova del ruolo diretto dell’America nella gestione delle azioni israeliane.
Gharibabadi ha inoltre chiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di smettere con le “condanne a basso costo” e di adottare misure punitive reali contro Israele, sostenendo che il diritto internazionale non si difende solo a parole.
https://en.irna.ir/news/86171514/Iran-slams-West-s-silence-on-Lebanon-truce-violations-after-Trump
