(AGENPARL) - Roma, 2 Giugno 2026 - Il rappresentante iraniano Sayyadnejad sollecita alla Conferenza sul disarmo la creazione di una zona libera da armi di distruzione di massa in Medio Oriente, criticando i doppi standard internazionali
Nel corso della sessione plenaria della Conferenza sul disarmo tenutasi oggi, 2 giugno 2026, l’Iran ha formalizzato una richiesta urgente rivolta agli Stati dotati di armi nucleari. Mohammad Hossein Sayyadnejad, rappresentante iraniano, ha esortato la comunità internazionale a fornire assicurazioni “incondizionate e legalmente vincolanti” contro l’uso o la minaccia dell’uso di armi nucleari.
Il cuore della richiesta: garanzie di sicurezza negativa
Il punto focale dell’intervento di Sayyadnejad riguarda le cosiddette garanzie di sicurezza negativa (NSA). Secondo la delegazione iraniana, finché non sarà raggiunto l’obiettivo della completa eliminazione degli arsenali nucleari — definito come l’unica garanzia reale contro i pericoli bellici — gli Stati non dotati di armi nucleari hanno il diritto legittimo di ricevere protezioni universali e irrevocabili.
Il rappresentante ha sottolineato come l’assenza di tali strumenti giuridicamente vincolanti, unita alla modernizzazione degli arsenali da parte delle potenze nucleari, stia minando la fiducia nel regime del Trattato di non proliferazione (NPT). Particolare attenzione è stata rivolta alla United States Nuclear Posture Review 2022, accusata di aver abbassato la soglia di potenziale impiego di armi nucleari, anche contro Stati che ne sono privi.
Medio Oriente: lo stallo sulla zona denuclearizzata
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento ha riguardato la regione mediorientale. L’Iran, che ha proposto la creazione di una zona libera da armi nucleari e di distruzione di massa sin dal 1974, ha individuato nel possesso di armi nucleari da parte di Israele l’ostacolo principale a tale realizzazione.
Sayyadnejad ha criticato duramente quello che definisce un approccio basato sui “doppi standard”: mentre il programma nucleare iraniano — condotto sotto le garanzie dell’AIEA — viene sottoposto a costanti pressioni internazionali, il possesso di armi nucleari da parte del regime israeliano e il suo rifiuto di aderire al Trattato di non proliferazione verrebbero, secondo Teheran, sistematicamente ignorati o sottaciuti da Stati Uniti e Unione Europea.
Critiche all’Unione Europea
Infine, il rappresentante iraniano ha riservato una nota polemica nei confronti dell’Unione Europea. Sayyadnejad ha contestato la procedura adottata dalla Polonia durante la Conferenza, definendo l’intervento dell’UE come un abuso del regolamento interno della Conferenza sul disarmo. Teheran ha inoltre accusato Bruxelles di aver perso credibilità politica e morale, allineandosi alle politiche di aggressione contro l’Iran e omettendo di sanzionare Israele nonostante il dichiarato sostegno alla denuclearizzazione regionale
