La Russia intende contribuire attivamente al superamento della crisi in Medio Oriente attraverso un deciso rilancio dei lavori in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Lo ha dichiarato il Segretario di Stato e Vice Ministro degli Esteri, Yevgeny Ivanov, intervenendo al III Forum Municipale Panrusso “Piccola Patria – la Forza della Russia”. Secondo Ivanov, la strategia di Mosca punta a un approccio coordinato per garantire la libertà di navigazione in tutte le principali arterie marittime globali, con un riferimento esplicito allo Stretto di Hormuz. L’obiettivo è stabilizzare i flussi commerciali e di trasporto nelle zone a più alto…
Autore: Sabrina Panarello
L’asse della politica di difesa giapponese sta subendo una trasformazione radicale sotto il governo Takaichi, segnando il superamento definitivo dei vincoli costituzionali del dopoguerra. Il segnale più tangibile di questa svolta è l’accordo da 7 miliardi di dollari siglato con l’Australia per la fornitura di navi da guerra, operazione che rappresenta il più grande trasferimento tecnologico militare dal 2014. Parallelamente alle commesse internazionali, Tokyo si appresta a varare entro questo mese una revisione normativa cruciale: la modifica dei “Tre Principi sul Trasferimento di Equipaggiamento e Tecnologia di Difesa”. Il nuovo quadro legislativo punta a eliminare l’obbligo di approvazione parlamentare preventiva…
“Pronti a colpire ogni centrale e ogni ponte”. Washington conferma il vertice di Islamabad nonostante il rifiuto di Teheran. Donald Trump rompe gli indugi e trasforma la diplomazia in un ultimatum senza precedenti. Con un messaggio durissimo, il Presidente USA ha confermato che la delegazione americana sarà a Islamabad martedì, ma ha avvertito l’Iran che il tempo della pazienza è finito: “NO MORE MR. NICE GUY” (Niente più colpi di guanti). La minaccia alle infrastrutture Se l’Iran dovesse disertare il tavolo o rifiutare l’accordo, la risposta di Washington sarà devastante. Trump ha dichiarato esplicitamente che gli Stati Uniti sono pronti…
In un clima di crescente urgenza politica, il Quadro di Coordinamento (la coalizione dei partiti sciiti al potere in Iraq) è impegnato in una corsa contro il tempo per designare il nuovo Primo Ministro. La stabilità del Paese resta appesa a un equilibrio delicatissimo, costantemente monitorato dalle due potenze che esercitano la maggiore influenza sull’area: gli Stati Uniti e l’Iran. Il nodo della nomina Le manovre interne al blocco sciita riflettono la necessità di trovare una figura di mediazione capace di gestire le pressioni interne e le scadenze costituzionali. La scelta del Premier non è solo una questione di politica…
Teheran formalizza il rifiuto: salta il vertice di Islamabad. L’accusa: “Gli USA hanno rotto il cessate il fuoco sparando sulla Touska” ISLAMABAD – La notizia che gela le diplomazie internazionali è ora ufficiale: l’Iran non ha alcun piano per partecipare ai colloqui con gli Stati Uniti in Pakistan. Lo scenario è ormai cristallizzato: mentre la delegazione americana è pronta al confronto, l’Iran si sfila ufficialmente. Il casus belli: la Touska Il motivo della rottura definitiva è il sequestro della motonave Touska. Teheran non lo considera un semplice incidente, ma una violazione frontale dell’accordo di tregua: le forze statunitensi avrebbero aperto…
Non è più solo gelo diplomatico, ora è tamburo di guerra. Dopo il boicottaggio ufficiale dei colloqui di Islamabad la crisi tra Teheran e Washington subisce un’ulteriore, pericolosa accelerazione. Il Comando Militare Centrale iraniano (Khatam ul-Anbiya) ha rotto il silenzio definendo il sequestro della nave Touska un “atto di pirateria armata” e promettendo una risposta immediata. Ritorsione imminente: l’ordine ai Pasdaran Le dichiarazioni raccolte nelle ultime ore non lasciano spazio a interpretazioni: i vertici militari della Repubblica Islamica hanno dichiarato di avere le “dita sul grilletto” (finger on the trigger) L’ordine di ritorsione sarebbe già passato alla catena di comando…
Non solo il boicottaggio dei colloqui di Islamabad: l’Iran lancia una sfida frontale a Washington sul dossier nucleare. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato ufficialmente che il trasferimento all’estero delle scorte di uranio arricchito è “fuori discussione”. La dichiarazione, battuta dall’agenzia Tasnim, colpisce al cuore uno dei punti cardine del piano di de-escalation che gli inviati di Donald Trump (Kushner e Witkoff) avrebbero dovuto discutere in Pakistan. Secondo Baghaei, l’Iran non accetterà condizioni che minino la propria sovranità tecnologica e nucleare, specialmente dopo quella che ha definito la “pirateria” statunitense nello Stretto di Hormuz con il…
Non ci sono più dubbi: l’agenzia ufficiale iraniana Tasnim ha confermato le dichiarazioni del portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei. L’Iran non invierà alcuna delegazione al prossimo round di colloqui in Pakistan. La decisione è una reazione immediata alla condotta “incoerente” degli Stati Uniti, culminata nel sequestro della nave M/V Touska. Teheran ha ribadito che non ci saranno negoziati sotto la pressione del blocco navale e delle violazioni del cessate il fuoco. Gli inviati di Trump, Kushner e Witkoff, troveranno ad attenderli un tavolo vuoto. https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/04/20/3570272/iran-has-no-plan-yet-to-attend-next-round-of-talks-with-us-in-pakistan-spokesman
La conferma ufficiale arriva dal portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei: la delegazione di Teheran non parteciperà ai colloqui programmati a Islamabad. Baghaei ha accusato gli Stati Uniti di aver violato sistematicamente il cessate il fuoco sin dal suo inizio, aggiungendo che l’Iran “non può dimenticare gli attacchi subiti durante i precedenti negoziati”. La mossa gela gli sforzi della Casa Bianca. Solo ieri, Donald Trump aveva annunciato l’invio dei suoi rappresentanti in Pakistan per avviare il dialogo. Secondo fonti di Al Jazeera, il piano prevedeva l’arrivo iniziale di Steven Witkoff e Jared Kushner, con l’eventuale partecipazione del Vicepresidente…
Il Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che non parteciperà al nuovo round di colloqui con gli Stati Uniti previsto a Islamabad (Pakistan). • La causa: La decisione è una risposta diretta al sequestro della nave cargo battente bandiera iraniana M/V Touska da parte della Marina USA nello Stretto di Hormuz. Teheran ha definito l’azione un atto di “pirateria” e una violazione del cessate il fuoco. • La situazione a Islamabad: Nonostante il rifiuto iraniano, il Pakistan ha blindato la capitale con 20.000 agenti di sicurezza in attesa della delegazione inviata da Donald Trump. • Reazioni: Il quartier generale militare…