“Ginevra, sede dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)” Foto: Yann Dimentica / Wikimedia Commons (Licenza CC BY-SA 3.0) Mentre resta alto lo scontro diplomatico e sulle sanzioni, l’Iran porta la questione umanitaria davanti all’Assemblea mondiale della sanità (OMS) a Ginevra. Il ministro della Salute Mohammad Reza Zafarqandi ha denunciato il danneggiamento di decine di ospedali e la morte di centinaia di civili, chiedendo alla comunità internazionale una ferma condanna degli attacchi contro scuole e infrastrutture sanitarie, definiti dal Ministro “crimini di guerra”. https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/05/30/3603491/who-urged-to-condemn-attacks-on-iran-s-civilians-health-infrastructure
Autore: Sabrina Panarello
“Stretto di Hormuz foto: Goran per Commons CC4.0” La tensione nello Stretto di Hormuz sale di tono. La Persian Gulf Strait Affairs Authority (PGSA), l’ente iraniano di nuova costituzione responsabile della gestione del traffico marittimo nello Stretto, ha respinto con durezza le nuove sanzioni imposte dal Dipartimento del Tesoro USA. In una nota ufficiale, la PGSA ha dichiarato che le sanzioni non cambieranno la realtà dei fatti: Washington, secondo Teheran, sta tentando di ottenere attraverso misure coercitive ciò che non è riuscita a conquistare né “sul campo” né attraverso i canali diplomatici. L’Autorità iraniana ha ribadito la propria linea, sottolineando che continuerà…
“Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi per CCcommons 4.0” Dopo le prime dichiarazioni di questa mattina, arriva un’ulteriore precisazione dai vertici della diplomazia di Teheran. Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, in un colloquio con l’omologo dell’Oman Badr Albusaidi, ha ribadito che un’intesa definitiva con Washington resta condizionata all’abbandono delle “richieste eccessive” e delle “posizioni incoerenti” da parte statunitense. Araqchi ha inoltre lodato il ruolo di mediatore dell’Oman, denunciando al contempo la “malafede” degli Stati Uniti nel processo negoziale. Il Ministro ha infine richiamato la comunità internazionale e l’Organizzazione per la cooperazione islamica a un’azione urgente per porre…
“Stretto di Hormuz. Fonte: Creative Commons (CC0)” Dopo gli sviluppi diplomatici e umanitari delle ultime ore, che hanno visto l’offensiva di terra in Libano segnare un ulteriore punto di rottura, il quadro regionale registra oggi nuove evoluzioni legate alle posizioni ufficiali espresse da Teheran. In un colloquio telefonico con l’emiro del Qatar, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito la disponibilità della Repubblica Islamica a negoziare un “quadro dignitoso” per la fine delle ostilità in corso. L’Iran, ha sottolineato Pezeshkian, ha costantemente dimostrato il proprio impegno verso il dialogo, esortando tuttavia la controparte a mostrare una genuina volontà politica e…
La giornata di oggi, 29 maggio 2026, segna una frattura profonda nelle relazioni internazionali. Mentre la diplomazia tenta di gestire i conflitti, la realtà sul campo conferma un’erosione costante di ogni principio di tutela per i civili. La rottura tra Parigi e Israele La richiesta della Francia di avviare un’indagine penale sul trattamento riservato ai propri cittadini durante la “Flottiglia di Sumud” non è una notizia di routine. Le accuse — che includono denunce di torture, aggressioni sessuali e umiliazioni — sono di una gravità tale da aver spinto il governo di Parigi a invocare sanzioni europee contro il ministro…
skyline Taipei foto: Getty images per Unsplash Mentre le cancellerie mondiali osservano i complessi equilibri tra Washington e Pechino, Taiwan muove un passo decisivo verso il consolidamento della propria deterrenza. Lo Yuan legislativo di Taipei ha approvato all’unanimità un budget speciale di 8,81 miliardi di dollari di Taiwan (oltre 280 milioni di dollari) per il 2026. L’obiettivo? Acquistare sistemi d’arma americani di ultima generazione. Cosa acquisterà Taipei La lista della spesa è chiara e punta a una difesa asimmetrica: Il paradosso di Trump: tra retorica e realtà La notizia solleva un interrogativo di fondo: come si concilia questo riarmo con…
Mohammad Bagher Ghalibaf Fonte: Mohammad Hassanzadeh / Wikimedia Commons (Licenza CC BY 4.0) Teheran gioca una partita su due tavoli paralleli. La strategia iraniana si muove oggi su un equilibrio precario tra il consolidamento delle alleanze regionali e una postura muscolare verso gli Stati Uniti. Hormuz: la ricerca di un’egemonia “legittima” Il ministro degli Esteri, Seyyed Abbas Araghchi, ha avuto un confronto produttivo con l’omologo omanita, Badr bin Hamad Al Busaidi. Il tema centrale è la gestione dello Stretto di Hormuz. Araghchi punta a una gestione basata sulle “responsabilità sovrane”. Vuole agire nel pieno rispetto del diritto internazionale. Teheran cerca…
Bandiera della NATO (Fonte: Wikimedia Commons / Public Domain) La caduta di un drone russo su un edificio residenziale a Galați, in territorio rumeno, non è un “incidente di percorso”. È il segnale che la guerra di logoramento in Ucraina ha smesso di rispettare i confini geografici, diventando una minaccia per la tenuta stessa dell’Alleanza Atlantica. Se fino a ieri la diplomazia poteva permettersi il lusso dell’ambiguità, oggi il Cremlino costringe l’Occidente a una scelta drastica. Non stiamo più parlando di una crisi regionale, ma di un test sulla reale capacità di risposta della NATO di fronte a una violazione…
Mentre le cancellerie si perdono in un ping-pong di smentite, il vero segnale arriva da ciò che non viene detto. Il presunto accordo di Islamabad non è una notizia di cronaca, è un test di resilienza diplomatica. In un quadrante dove ogni movimento militare a Bandar Abbas pesa come un macigno, la confusione comunicativa non è un incidente di percorso, ma una tattica precisa. In questo momento, il silenzio — o meglio, il rumore di fondo creato dalle smentite incrociate — è più pericoloso di una dichiarazione ufficiale. Si gioca una partita a scacchi dove le bozze di accordo servono…
Il Rappresentante permanente iraniano al Consiglio di Sicurezza respinge le accuse e formalizza la dottrina di difesa: “Non permetteremo l’uso del corridoio per scopi ostili”. La tensione nello Stretto di Hormuz trova un nuovo teatro di scontro diplomatico: il Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite. In occasione del dibattito di alto livello sull’attuazione della Carta ONU, l’ambasciatore iraniano Amir Saeid Iravani ha rigettato le critiche internazionali sulle operazioni di Teheran nell’area, definendole “azioni lecite e coerenti con il diritto internazionale”. La difesa iraniana: Hormuz non è un corridoio per l’aggressione Il cuore dell’intervento di Iravani, riportato dall’agenzia IRNA, risiede nella ridefinizione dello status strategico…