
(AGENPARL) - Roma, 29 Maggio 2026 - Mohammad Bagher Ghalibaf Fonte: Mohammad Hassanzadeh / Wikimedia Commons (Licenza CC BY 4.0)
Teheran gioca una partita su due tavoli paralleli. La strategia iraniana si muove oggi su un equilibrio precario tra il consolidamento delle alleanze regionali e una postura muscolare verso gli Stati Uniti.
Hormuz: la ricerca di un’egemonia “legittima”
Il ministro degli Esteri, Seyyed Abbas Araghchi, ha avuto un confronto produttivo con l’omologo omanita, Badr bin Hamad Al Busaidi. Il tema centrale è la gestione dello Stretto di Hormuz. Araghchi punta a una gestione basata sulle “responsabilità sovrane”. Vuole agire nel pieno rispetto del diritto internazionale. Teheran cerca il dialogo con tutti gli stati vicini. L’obiettivo iraniano è chiaro: diventare il garante regionale del Golfo, escludendo ingerenze esterne.
Washington: la dottrina della forza
Il messaggio di Mohammad Bagher Ghalibaf rompe invece ogni cortesia diplomatica. Il presidente del Parlamento è netto. Si rivolge direttamente agli Stati Uniti. La sua dottrina si basa su una tesi precisa: le concessioni non arrivano dal dialogo, ma dai missili.
Ghalibaf elenca tre punti fondamentali per il futuro negoziale:
- Il dialogo come strumento: Il negoziato serve solo a comunicare la realtà dei rapporti di forza.
- Diffidenza totale: L’Iran non cerca più garanzie verbali. Conta solo l’azione concreta della controparte.
- La priorità militare: Anche dopo un accordo, il vero vincitore sarà chi rimane pronto al conflitto.
Una strategia duale
L’Iran sta alzando la posta. Da un lato offre un volto collaborativo ai vicini regionali. Dall’altro mantiene una linea durissima con la Casa Bianca. Teheran non crede alle parole. Punta tutto sulla deterrenza missilistica. Si prepara, con freddezza, a gestire lo scenario del “giorno dopo”.
https://en.irna.ir/news/86167683/Ghalibaf-issues-clear-message-on-negotiations-with-the-US
https://en.irna.ir/news/86167702/Araqchi-Omani-counterpart-discuss-management-of-Strait-of-Hormuz