Mentre il blocco dello Stretto di Hormuz mette in ginocchio l’economia agricola globale e i Paesi in via di sviluppo, i due attori principali al tavolo dei negoziati, Stati Uniti e Iran, restano in una posizione di relativa sicurezza. Secondo Mark Kimmitt, ex assistente segretario di Stato USA, la mancanza di una pressione diretta sui due “pesi massimi” è il vero ostacolo a una risoluzione rapida. I fattori dell’immobilismo: • Autosufficienza: Gli Stati Uniti, grazie alla propria produzione di idrocarburi, sono ampiamente protetti dagli shock petroliferi derivanti dal blocco. • Resilienza iraniana: Teheran, abituata a decenni di isolamento e sanzioni,…
Autore: Sabrina Panarello
A Pyongyang il Ministro della Difesa russo Andrey Belousov ha incontrato il leader della Corea del Nord Kim Jong Un, sancendo un passaggio che definisce le relazioni tra i due Paesi a un livello “senza precedenti”. Al centro dei colloqui, la volontà di stabilizzare la cooperazione militare su una base strutturale e di lungo periodo. L’accordo principale riguarda la definizione di un piano di cooperazione militare per il quinquennio 2027-2031, che sarà firmato ufficialmente entro la fine dell’anno corrente. La missione di Belousov punta a trasformare l’attuale intesa in un asset sostenibile e duraturo, sottraendolo alla logica dell’emergenza. I punti…
1. L’Atto Primo: L’illusione del tavolo (Venerdì – Sabato) Il Pakistan si propone come il grande mediatore. Araghchi arriva a Islamabad con un mandato chiaro da Teheran: sondare il terreno per un cessate il fuoco regionale. La delegazione USA (Kushner/Witkoff) è pronta a partire. Sembra l’inizio di una nuova era, ma è solo il posizionamento delle pedine. L’Europa, intanto, non viene nemmeno invitata a sedersi. 2. L’Atto Secondo: Il “No” tattico e il gioco del gatto col topo (Domenica mattina) Trump rompe gli indugi. Con una mossa da manuale del “The Art of the Deal”, annulla il volo dei suoi…
Mentre il fronte diplomatico iraniano si muove con una precisione quasi chirurgica tra le capitali regionali, la spaccatura con Washington è diventata totale proprio nelle ultime ore. 1. La mossa di Araghchi (Domenica notte) Il Ministro degli Esteri iraniano sta conducendo una “diplomazia navetta” frenetica. Dopo i colloqui iniziali a Islamabad con il Primo Ministro Shehbaz Sharif e il potente Capo di Stato Maggiore Asim Munir, Araghchi è volato a Muscat. La parte della sua delegazione che era tornata a Teheran per consultazioni strategiche è attesa di ritorno a Islamabad proprio questa domenica sera, pronta a riprendere il filo dei…
Il tour diplomatico del Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha segnato una tappa fondamentale a Mascate, dove è stato ricevuto dal Sultano Haitham bin Tariq dell’Oman presso il Palazzo Al Baraka. Al centro dei colloqui, le prospettive di mediazione per porre fine ai conflitti regionali e stabilizzare lo scacchiere mediorientale. L’Oman come mediatore chiave Durante l’incontro, il Sultano è stato aggiornato sulla posizione di Teheran riguardo agli ultimi sviluppi regionali. Dal canto suo, Araghchi ha ascoltato le proposte del Sultano per far avanzare gli sforzi di mediazione verso “soluzioni politiche sostenibili”. L’Oman, storicamente neutrale, si conferma il canale privilegiato…
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato ufficialmente la visita dei suoi inviati in Pakistan per i negoziati con l’Iran. La decisione è stata presa dopo che Teheran ha rifiutato di discutere “sotto assedio”, respingendo l’offerta americana definita “non soddisfacente” per un accordo di pace. L’annuncio segue la partenza del Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi da Islamabad verso l’Oman. Il fallimento del dialogo apre una fase di estrema incertezza, con il Presidente Trump che ha accusato l’Iran di non aver presentato un quadro credibile per la fine del conflitto. La tensione resta ai massimi storici mentre l’Iran…
La stabilità dell’Iran non passa solo dalle armi, ma dalla coesione interna. È questo il messaggio lanciato da Gholamhossein Mohseni Ejei, Capo della Magistratura iraniana, durante un incontro con alti funzionari giudiziari. Secondo Ejei, la “voce unificata” del popolo iraniano ha lasciato i nemici frustrati e impotenti, trasformando l’unità nazionale in una barriera insormontabile contro le interferenze esterne. Il fallimento della “divisione” Ejei ha sottolineato come i tentativi dei nemici di dividere la società iraniana siano l’ultima spiaggia dopo il fallimento di aggressioni militari, guerre e negoziati. “Il nemico cerca di ottenere attraverso il disaccordo ciò che non ha ottenuto…
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato di aver individuato e distrutto tre bombe anti-bunker di fabbricazione statunitense nel nord dell’Iran. La notizia, diffusa dall’agenzia Tasnim, aggiunge un nuovo, inquietante capitolo alla già altissima tensione tra Teheran e Washington. L’operazione di neutralizzazione Secondo quanto riportato dai vertici militari iraniani, gli ordigni – progettati specificamente per penetrare obiettivi sotterranei fortificati – sono stati localizzati grazie a operazioni di intelligence e successivamente distrutti in sicurezza dalle unità degli artificieri dell’IRGC. Non sono state fornite coordinate precise sulle località del ritrovamento, ma il riferimento al “nord dell’Iran” suggerisce un’area strategica…
L’agenzia russa TASS ha diffuso un factbox dettagliato sull’attentato sventato durante la cena della White House Correspondents’ Association, fornendo una ricostruzione precisa degli eventi che hanno visto il Presidente Donald Trump e i vertici dell’amministrazione USA nel mirino di un attentatore. I dettagli dell’attacco all’hotel Secondo le informazioni raccolte, l’aggressore ha tentato di forzare un checkpoint di sicurezza nella lobby del Washington Hilton, lo stesso hotel dove nel 1981 fu ferito Ronald Reagan. Il Secret Service è intervenuto immediatamente aprendo il fuoco. Un agente è rimasto ferito al petto, ma è stato salvato dal giubbotto antiproiettile. L’aggressore, identificato come il…
Torna a salire altissima la tensione tra Teheran e il blocco USA-Israele. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha rilasciato oggi una nota ufficiale dai toni durissimi, avvertendo che qualsiasi nuovo atto di aggressione contro la Repubblica Islamica riceverà una risposta “oltre le aspettative dei nemici”, elevando il confronto a un livello di deterrenza strategica totale. Il richiamo a Tabas e Isfahan La dichiarazione giunge in occasione dell’anniversario dell’operazione “Eagle Claw” (il fallito blitz USA nel deserto di Tabas del 1980). L’IRGC ha tracciato un parallelo tra quella storica sconfitta americana e la recente aggressione subita nella provincia…