(AGENPARL) - Roma, 17 Maggio 2026 - In un momento di estrema fragilità per la tregua in Medio Oriente, il presidente statunitense Donald Trump ha riacceso i timori di una nuova escalation militare nello Stretto di Hormuz. Attraverso un messaggio criptico affidato a Truth Social, il tycoon ha segnalato che la pazienza americana nei confronti di Teheran è agli sgoccioli.
L’avvertimento social di Trump Sabato sera (16 maggio), Trump ha condiviso una grafica generata dall’intelligenza artificiale che lo ritrae a bordo di una nave della Marina statunitense, accanto a un ammiraglio, mentre osserva acque agitate solcate da imbarcazioni con bandiera iraniana. La didascalia, “Era tranquillo prima della tempesta”, richiama una delle sue frasi più celebri e minacciose. L’immagine arriva in concomitanza con indiscrezioni del New York Times secondo cui il Pentagono avrebbe già pronti i piani per riprendere i bombardamenti sulle infrastrutture militari e nucleari iraniane qualora i negoziati fallissero definitivamente.
La missione di Mohsin Naqvi Mentre da Washington arrivano venti di guerra, il Pakistan si conferma il perno della diplomazia regionale. Il Ministro dell’Interno pakistano, Mohsin Naqvi, è giunto a Teheran per una serie di incontri di alto livello. Sebbene la missione sia ufficialmente focalizzata sulla sicurezza dei confini e sulla lotta al terrorismo, gli analisti internazionali concordano nel ritenere che Naqvi stia agendo come mediatore per conto degli Stati Uniti, nel tentativo di riaprire il canale di comunicazione di Islamabad.
Il braccio di ferro sui pedaggi A complicare la mediazione pakistana è la recente decisione iraniana di imporre “tasse di servizio” per il transito nello Stretto di Hormuz, una mossa che gli USA considerano un atto di pirateria e un ostacolo insormontabile alla libera navigazione. L’Iran, dal canto suo, ha ribadito tramite il vice presidente del Parlamento Nikzad che non rinuncerà ai propri diritti sovrani sulla rotta strategica.
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