Autore: Sabrina Panarello

L’operazione “Ramz”, recentemente conclusa dall’Interpol, non è stata solo una retata contro il crimine informatico. È stata, piuttosto, un’autopsia approfondita di come la criminalità organizzata stia colonizzando lo spazio digitale in Medio Oriente e Nord Africa. Tra l’autunno del 2025 e l’inizio del 2026, 13 nazioni hanno collaborato per scardinare infrastrutture che non si limitano a rubare dati, ma che alimentano forme di sfruttamento umano inquietanti, come dimostrato dal drammatico caso delle centrali di frode gestite da vittime di tratta in Giordania. Quando il crimine informatico diventa tratta umana Il caso giordano segna una linea di confine: non siamo più…

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Il Ministero della Difesa russo ha dato il via a una vasta esercitazione della triade nucleare che vede il coinvolgimento di oltre 64.000 effettivi. Questa manovra viene presentata dal Cremlino come una risposta strategica necessaria in un clima di tensione crescente, in reazione a quelli che Mosca definisce preparativi per un’invasione da parte delle potenze occidentali. La posizione del Cremlino Il colonnello Levon Arzanov, membro dell’organizzazione Ufficiali della Russia, ha dichiarato all’agenzia TASS che tale mobilitazione non deve sorprendere. Secondo Arzanov, la Russia sta subendo una pressione senza precedenti da parte dell’Occidente, che agisce in una condizione di guerra a titolo…

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Mentre la tensione nel quadrante mediorientale tocca nuovi vertici, con le recenti minacce di Tehran di aprire “nuovi fronti” e rivendicare il controllo totale dello Stretto di Hormuz, arriva da Pechino un segnale di sostegno politico ed economico che cambia gli equilibri della partita. Il patto strategico L’ambasciatore cinese a Tehran, Cong Peiwu, ha ribadito in un incontro ufficiale con il segretario generale del Partito della Coalizione islamica (Motalefa), Mohammad Ali Amani, che il supporto della Cina alla Repubblica Islamica è “chiaro e indiscutibile”. Non si tratta solo di diplomazia formale: Pechino si è detta pronta a giocare un ruolo di…

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l cessate il fuoco in Medio Oriente si conferma, giorno dopo giorno, una tregua armata. A segnare il passo oggi è il generale di brigata Mohammad Akraminia, portavoce dell’esercito iraniano, che con una dichiarazione ufficiale traccia una linea netta: il periodo di calma non è stato un momento di distensione, ma una fase di riassetto strategico. Il riarmo dietro la tregua Secondo il generale, le forze armate di Tehran hanno utilizzato il periodo di tregua per rafforzare le proprie capacità di combattimento, definendo il tempo del cessate il fuoco come un “momento di guerra”. Un messaggio diretto ai nemici della Repubblica…

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L’industria militare russa compie un passo avanti nelle operazioni con droni. L’Aviatechnolab Design Bureau ha annunciato lo sviluppo del sistema Odyssey, un ripetitore aereo progettato per aumentare drasticamente la portata operativa degli UAV. Il progetto è stato realizzato con il supporto operativo della brigata Spetsnaz delle forze aviotrasportate (VDV) e il sostegno del “Kulibin Club”, l’iniziativa del Fronte Popolare che promuove l’innovazione tecnologica al fronte. LE PRESTAZIONI DEL SISTEMA I test condotti sul campo hanno confermato risultati significativi. Grazie al sistema Odyssey, la portata dei droni d’attacco è stata estesa fino a 70 chilometri. Il sistema opera come un ponte radio mobile.…

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Si allarga il fronte delle tensioni regionali. Il movimento di resistenza iracheno Kata’ib Hezbollah ha lanciato un duro avvertimento al governo di Amman, accusando la Giordania di ospitare missioni di ricognizione e sorveglianza condotte da Stati Uniti e Israele contro i combattenti della resistenza iracheni e le Unità di Mobilitazione Popolare (PMU). I PUNTI FOCALI DEL MONITO: Questo avvertimento segna una pericolosa estensione del raggio di scontro. Dopo l’allineamento militare tra Pakistan e Arabia Saudita e il fallimento della pressione coercitiva su Teheran, l’attacco diplomatico-militare alla Giordania segnala la volontà del “fronte della resistenza” di spezzare l’accerchiamento logistico, trasformando ogni Paese alleato…

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Il quadro strategico del Medio Oriente sta subendo una mutazione storica. Secondo un recente rapporto del Middle East Monitor (MEMO), la sopravvivenza dell’Iran di fronte all’offensiva congiunta USA-Israele non è solo un dato militare, ma il sintomo della fine del mondo unipolare guidato da Washington. I PUNTI CHIAVE DELL’ANALISI: In sintesi, Washington si trova oggi in una posizione reattiva: la forza militare, conclude il report, non ha più la capacità di riorganizzare unilateralmente le realtà politiche della regione. Un dato che conferma come, dopo i fallimenti degli attacchi del 28 febbraio 2026, la geopolitica del Golfo sia ormai in mano a un…

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Clamoroso sviluppo nello scacchiere del Medio Oriente, che rischia di ridisegnare gli equilibri del conflitto in corso. Mentre il Pakistan ricopre ufficialmente il ruolo di principale mediatore diplomatico tra il presidente statunitense Donald Trump e il Consiglio di Sicurezza iraniano, un’esclusiva internazionale svela un imponente e segreto dispiegamento militare pakistano sul suolo dell’Arabia Saudita. Secondo fonti della sicurezza e del governo di Islamabad, il Pakistan ha trasferito nel Regno saudita un contingente combat-capable di circa 8.000 soldati, un’intera squadriglia composta da 16 caccia multiruolo JF-17 Thunder (sviluppati congiuntamente con la Cina), due squadroni di droni e una batteria missilistica di…

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La storica architettura di sicurezza nel Golfo Persico attraversa una fase di instabilità strutturale. A seguito delle tensioni belliche regionali che vedono contrapposti gli Stati Uniti, Israele e l’Iran, la presenza militare americana – tradizionalmente considerata uno scudo difensivo dalle monarchie arabe – viene oggi analizzata come un potenziale fattore di vulnerabilità. Lo evidenzia un dettagliato saggio pubblicato dalla prestigiosa rivista statunitense Foreign Affairs, ripreso e curato dall’emittente libanese Al-Manar. L’analisi, firmata da David B. Roberts, professore associato di studi sul Medio Oriente presso il King’s College di Londra, sancisce la fine di “un secolo di sicurezza esternalizzata” nella regione. Secondo lo…

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I network radiotelevisivi dell’area sciita commentano con toni di vittoria la decisione della Casa Bianca di sospendere il raid militare contro la Repubblica Islamica dell’Iran. L’emittente yemenita Al Masirah ha rilanciato le dichiarazioni di Mohsen Rezaei, consigliere della leadership iraniana ed ex capo dei Pasdaran, il quale attribuisce il rinvio delle operazioni statunitensi alla “deterrenza strategica” e al blocco economico applicato lungo le rotte petrolifere del Golfo. Secondo l’analisi diffusa dai media vicini a Teheran, lo slittamento dell’attacco ordinato dal presidente Donald Trump non sarebbe unicamente l’esito delle mediazioni diplomatiche dei Paesi del Golfo, ma una conseguenza diretta dei rigidi controlli attuati…

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