(AGENPARL) - Roma, 12 Giugno 2026 - TEHERAN / WASHINGTON – Si allarga il solco tra le narrazioni di Washington e le posizioni ufficiali della Repubblica Islamica. Mentre il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato la fine delle ostilità, parlando di un “grande accordo” imminente e dell’annullamento dei raid programmati, Teheran frena bruscamente.
La smentita ufficiale
Questa mattina, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha chiarito che non esiste alcuna decisione finale su un accordo con gli Stati Uniti. Le voci che si rincorrono su firme imminenti in Europa sono state liquidate da Teheran come “speculazioni”. Sebbene Baqaei abbia ammesso che una parte significativa del testo negoziale sia stata definita, ha sottolineato che i cambiamenti di posizione degli Stati Uniti e la continua pressione militare rendono il processo estremamente instabile.
Il nodo militare e lo Stretto di Hormuz
Nonostante l’ottimismo espresso da Trump su Truth Social, la realtà sul campo rimane tesa:
- Nessuna tregua effettiva: Teheran denuncia che, mentre si parla di diplomazia, gli USA continuano a violare il cessate il fuoco con attacchi mirati a infrastrutture civili e militari nel sud del Paese.
- Stretto di Hormuz: Il passaggio resta ufficialmente chiuso a causa delle azioni che l’Iran definisce “illegali e aggressive” da parte degli Stati Uniti. Stamattina le forze armate iraniane hanno bloccato un’ulteriore nave che tentava di transitare senza autorizzazione, ribadendo che la navigazione non riprenderà finché le tensioni non saranno risolte sul piano politico e non solo mediatico.
Una guerra di narrazioni
Siamo di fronte a un vero e proprio cortocircuito comunicativo. Per la Casa Bianca, annunciare un successo diplomatico è essenziale per rassicurare i mercati e stabilizzare il fronte interno. Per Teheran, confermare un accordo ora – mentre il Paese è sotto attacco – significherebbe apparire in una posizione di sottomissione politica, una “linea rossa” che il governo iraniano non intende superare. L’articolo riflette esattamente questo stallo: due potenze che negoziano sui testi, ma che comunicano su binari opposti.
https://en.mehrnews.com/news/245267/Major-parts-of-agreement-finalized-despite-US-contradiction
