(AGENPARL) - Roma, 5 Novembre 2026 - passato"*
«Oggi Tajani ci dice che non sono mai stati trumpiani e che Giorgia Meloni
non è mai stata Maga. Ora tutti si vergognano del loro passato, quando
Trump, appena eletto, veniva osannato da Meloni. Ma gli italiani hanno
buona memoria ed esistono le foto.
Tajani è il ministro degli Esteri che alla prima riunione del Board of
Peace di Trump a Washington si è fatto fotografare con il cappellino Maga
in mano. Meloni è la presidente del Consiglio che volava a Mar-a-Lago prima
ancora dell'insediamento e che a gennaio auspicava di poter dare il Nobel
per la pace a Trump.
E non si tratta solo di simboli. Questo governo ha detto sì a Trump su
tutto: sul riarmo, piegandosi alla corsa alla spesa militare imposta da
Washington; sulle big tech, rinunciando a tassare i giganti del web
americani mentre a pagare sono famiglie e imprese italiane; sul clima,
assecondando un negazionismo che sta costando vite e miliardi di danni.
Ora che Trump è diventato imbarazzante anche per loro, provano a cancellare
il passato con una frase. Ma la subalternità non si cancella con
un'intervista: si misura con le scelte. E le scelte di Meloni e Tajani
raccontano un governo che ha messo l'interesse di Trump davanti a quello
dell'Italia».
