(AGENPARL) - Roma, 4 Novembre 2026 - «Mai un provvedimento così importante per l’agricoltura italiana. Con l’approvazione definitiva del ColtivaItalia, il Governo Meloni mette in campo oltre 1,1 miliardi di euro per rafforzare le filiere produttive, sostenere gli allevatori, favorire il ricambio generazionale e garantire maggiore competitività alle nostre imprese. Una scelta politica chiara, che riconosce all’agricoltura il ruolo strategico che merita per l’economia e la sovranità alimentare della nostra Nazione».
Lo dichiara Cristina Almici, deputata bresciana di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Agricoltura della Camera.
«Tra gli interventi principali figurano 300 milioni per la filiera bovina da carne, 300 milioni per le filiere agricole strategiche, 300 milioni per il Piano olivicolo nazionale e 150 milioni per giovani e donne in agricoltura, oltre a 70 milioni per il Fondo per la sovranità alimentare. Per Brescia, una delle principali realtà zootecniche e lattiero-casearie italiane, queste misure rappresentano un’opportunità importante. Sostenere gli allevamenti, rafforzare le filiere e favorire nuovi investimenti significa tutelare il reddito degli agricoltori, valorizzare le nostre produzioni e difendere migliaia di imprese e posti di lavoro. Il ColtivaItalia interviene inoltre sulla semplificazione burocratica, sulla ricerca, sull’accesso alla terra per i giovani e sulla tutela delle produzioni nazionali, offrendo strumenti concreti per affrontare le sfide dei mercati e della concorrenza internazionale. Un provvedimento che si aggiunge ai quasi 17 miliardi di euro mobilitati dal Governo Meloni per il comparto agricolo, a conferma di un impegno senza precedenti nella valorizzazione di un settore fondamentale per l’Italia. Ringrazio il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Ministro Francesco Lollobrigida, il Sottosegretario Patrizio La Pietra e il senatore Luca De Carlo per il lavoro svolto. Ora l’obiettivo è trasformare rapidamente queste risorse in investimenti, crescita e nuove opportunità per le nostre aziende. Perché difendere l’agricoltura significa difendere il lavoro, le nostre radici e il futuro dell’Italia», conclude Almici.