(AGENPARL) - Roma, 9 Ottobre 2026 - "Quando non si hanno argomenti per attaccare Giorgia Meloni sul piano politico, si passa agli insulti personali. È quello che è accaduto a Pontedera, dove un esponente del Partito Democratico ha pensato di offendere il Presidente del Consiglio definendola "ciociara", precisando addirittura di utilizzare il termine nella sua accezione più dispregiativa. Ma da quando essere ciociari è un insulto? Le proprie origini sono un motivo di orgoglio, non una vergogna. È offensivo il disprezzo di chi pensa di poter usare l'appartenenza a un territorio per denigrare una persona. E adesso mi aspetto di sentire anche le femministe, le associazioni e tutti coloro che si fanno giustamente portavoce del rispetto delle donne. Perché quando viene attaccata Giorgia Meloni troppo spesso il principio del rispetto sembra passare in secondo piano? Da componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere, voglio essere molto chiara: la dignità delle donne non ha colore politico. Non si può pretendere rispetto per alcune e poi trovare giustificazioni o rimanere in silenzio quando a essere offesa è una donna che non condivide le proprie idee. A Giorgia Meloni esprimo tutta la mia solidarietà. È una donna che ha dimostrato con i fatti, non con le parole, cosa significhi assumersi responsabilità, guidare una Nazione e rappresentare l'Italia a testa alta, senza rinunciare alle proprie radici e alla propria identità. Il confronto politico si fa sulle idee, sulle scelte e sui risultati. Non sulle origini delle persone. Chi non è capace di distinguere la critica politica dall'insulto personale dovrebbe interrogarsi sul proprio modo di rappresentare le istituzioni. Dal Partito Democratico mi aspetto una condanna chiara, senza distinguo. E da chi ogni giorno rivendica il rispetto delle donne mi aspetto la stessa fermezza che dimostra in tutte le altre occasioni. Perché il rispetto delle donne o vale sempre, oppure diventa soltanto uno slogan da utilizzare quando fa comodo".
Lo dichiara Cristina Almici, deputato di Fratelli d'Italia e componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere.
