(AGENPARL) - Roma, 6 Ottobre 2026 - ROMA, 6 ott. – "Se questi partiti non hanno neanche i voti dei loro parlamentari e devono mettere il voto di fiducia perché non si fidano di come voteranno, poi vogliono i voti degli italiani?". Non sono parole nostre: è Giorgia Meloni nel 2017, quando il Governo Gentiloni pose la fiducia sulla legge elettorale. Oggi fa esattamente quello che allora definiva scandaloso. La verità è che questa fiducia non è una prova di forza, ma di debolezza politica. A luglio la maggioranza è andata sotto quando i suoi parlamentari hanno potuto votare liberamente. Adesso il Governo mette la fiducia perché non vuole che accada di nuovo. Meloni chiedeva agli altri di lasciare libero il Parlamento, oggi ha paura persino dei voti della sua maggioranza. Ed è paradossale farlo proprio sulla legge che stabilisce come i cittadini scelgono i propri rappresentanti. Dite di voler restituire libertà di scelta ai cittadini e contemporaneamente impedite ai vostri stessi parlamentari di votare liberamente sugli emendamenti. Dite di voler avvicinare i cittadini alle istituzioni e costruite invece una legge che rende più difficile presentarsi alle elezioni per chi è fuori dal Palazzo e introducete un meccanismo sulle preferenze che non consente agli elettori di sapere con chiarezza chi verrà effettivamente eletto. Giorgia Meloni può anche aver cambiato idea rispetto al 2017. Lo dica. Dica che quando era all'opposizione considerava scandaloso mettere la fiducia sulla legge elettorale e oggi, da presidente del Consiglio, considera giusto farlo. Sarebbe almeno intellettualmente onesto. Perché le regole democratiche valgono soprattutto quando non fanno comodo. Se non vi fidate neppure dei vostri parlamentari, non potete chiedere agli italiani di fidarsi di voi. E noi, infatti, non ci fidiamo".
Così la deputata Vittoria Baldino, vice presidente del M5S, in aula alla Camera nella dichiarazione di voto sulla prima fiducia sulla legge elettorale.
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