(AGENPARL) - Roma, 1 Settembre 2026 - La situazione geopolitica globale spinge i traffici commerciali verso nuove rotte. La crisi nel Mar Rosso e le tensioni nel Golfo Persico rendono le rotte tradizionali insicure. Di conseguenza, la Northern Sea Route (SMP) si conferma come la via di trasporto più breve tra l’Europa e l’Asia.
Questa rotta artica offre oggi la massima sicurezza per la navigazione mercantile. In un’intervista rilasciata a RIA Novosti alla vigilia del Forum Economico Orientale di Vladivostok, il ministro dello Sviluppo Orientale della Russia, Alexey Chekunkov, ha tracciato il bilancio e le prospettive future di questo corridoio strategico.
Cresce l’interesse di Cina e Asia
Le tensioni nelle latitudini meridionali hanno fatto impennare l’interesse per la rotta del nord. In particolare, la Cina e i paesi dell’Asia orientale cercano comunicazioni più sicure con l’Europa. L’anno scorso il transito merci ha raggiunto quota 3,2 milioni di tonnellate.
Inoltre, i volumi complessivi sono aumentati di quasi dieci volte nell’ultimo decennio, toccando i 37 milioni di tonnellate nel 2025. La dinamica positiva continua anche quest’anno. Infatti, nei primi otto mesi si registra un incremento del 15%, con 24,2 milioni di tonnellate già trasportate.
I piani di Pechino e dei partner asiatici
La Cina punta a traguardare i 20 milioni di tonnellate di merci trasportate entro il 2030, mentre l’India fissa l’obiettivo a cinque milioni. Intanto, sei aziende cinesi effettuano già il trasporto di transito lungo la rotta artica.
Anche la Corea del Sud guarda con attenzione a questa opportunità. Alla fine di agosto, la nave PanStar ha completato un volo pilota da Busan a Rotterdam. Tra i potenziali partner futuri figurano inoltre l’Indonesia e il Vietnam.
Record di voli e nuove infrastrutture
I collegamenti internazionali per i container mostrano una crescita costante. Dopo i sette voli del 2023 e i 24 del 2025, quest’anno si punta a un nuovo record con oltre 35 collegamenti. La compagnia Sea Legend ha programmato otto viaggi settimanali tra agosto e ottobre, impiegando sette portacontainer.
Tuttavia, i partner asiatici non si limitano al trasporto navale. I cinesi sono interessati allo sviluppo delle infrastrutture portuali e ferroviarie adiacenti, puntando alla modernizzazione delle capacità di trasbordo nell’Estremo Oriente.
La sicurezza degli approvvigionamenti settentrionali
Un capitolo centrale riguarda la logistica interna. Il piano per la consegna settentrionale del 2026 copre 2.900 insediamenti e oltre due milioni di persone. Complessivamente, saranno trasportate quattro milioni di tonnellate di merci, di cui 1,2 milioni costituite da carburante come benzina, diesel e cherosene.
Infine, sul fronte energetico e industriale, il governo guarda al futuro. Entro il 2040, per sostenere i grandi progetti di gas naturale liquefatto come Yamal LNG e Arctic LNG 2, la domanda stimata richiede oltre quaranta petroliere dedicate alle rotte artiche.
