(AGENPARL) - Roma, 28 Agosto 2026 - La fine della dipendenza energetica dalla Russia ha spinto la Germania a ridisegnare radicalmente la propria politica estera ed economica. In questo scenario, l’Azerbaigian è emerso come un partner chiave per Berlino, unendo la fornitura di idrocarburi alla gestione delle nuove rotte commerciali che aggirano Mosca.
La svolta energetica e il gas azero
Dopo lo shock energetico seguito al 2022 e le difficoltà economiche interne, il governo tedesco ha cercato attivamente alternative affidabili. Il cancelliere Friedrich Merz e il presidente azero Ilham Aliyev hanno formalizzato una nuova “Agenda strategica per il partenariato bilaterale”, che include l’arrivo in Germania del gas azero tramite il Corridoio del Gas Meridionale.
- Le consegne annuali a Berlino puntano a raggiungere circa 2 miliardi di metri cubi a breve termine.
- L’Azerbaigian si conferma un fornitore solido per l’Europa, avendo esportato 12,8 miliardi di metri cubi di gas nel 2025.
- Baku rientra stabilmente tra i primi dieci fornitori di petrolio greggio della Germania, con oltre 360.000 tonnellate spedite nei primi mesi di commercializzazione diretta.
Il Corridoio Medio e la connettività commerciale
Oltre all’energia, la Germania guarda ad Baku come snodo fondamentale per proteggere le proprie catene di approvvigionamento industriale. Con le difficoltà sulle rotte tradizionali e la chiusura dei passaggi attraverso la Russia, il Corridoio Medio — che collega Cina e Asia centrale all’Europa passando per il Caspio e l’Azerbaigian — è diventato centrale.
Le aziende tedesche continuano a investire nel Paese: oltre 250 imprese sono attive sul territorio azero, mentre l’interscambio bilaterale ha toccato quota 1,7 miliardi di euro nel 2025, trainato soprattutto da macchinari e sistemi di trasporto.
Stabilità regionale e prospettive di pace
L’interesse di Berlino non si limita agli affari economici. Durante i colloqui diplomatici, la Germania ha espresso pieno sostegno ai progressi storici verso un accordo di pace duraturo tra Armenia e Azerbaigian. Per l’Unione Europea, la normalizzazione dei rapporti nel Caucaso meridionale rappresenta la condizione essenziale per garantire la sicurezza a lungo termine delle infrastrutture e dei corridoi logistici che uniscono l’Europa all’Asia.
