(AGENPARL) - Roma, 13 Luglio 2026 - sarà l'assessora Monni
Il convoglio porterà presidi medici e generi di prima necessità. Dodici
mezzi e quaranta persone. A Leopoli incontri per un progetto di
cooperazione sanitaria con l'ospedale pediatrico
Scritto da Walter Fortini, lunedì 13 luglio 2026
Otto tonnellate di prodotti alimentari e generi di prima necessità, oltre
ad apparecchiature elettromedicali, stampelle e carrozzine. Il cuore grande
della Toscana attraverserà l'Europa centrale ed oltre mille e cinquecento
chilometri per arrivare in Ucraina, a Leopoli e Chernivtsi. Un'iniziativa
che vede in campo la Regione Toscana, assieme ad associazioni e medici. Una
carovana della solidarietà, la prima di natura istituzionale ad entrare in
territorio ucraino. Nel 2022 le associazioni toscane si erano fermate al
confine, in Polonia.
"Vogliamo riaccendere i riflettori, che si sono spenti, sul conflitto –
commenta l'assessora al diritto alla salute della Toscana, Monia Monni -.
Ho partecipato recentemente a due missioni medico umanitarie verso la
Striscia di Gaza e con il mondo delle associazioni, con cui collaboriamo da
sempre, ci siamo detti che dovevamo tornare in Ucraina, dove c'è un
conflitto che dura oramai da quattro anni e quattro mesi. Insieme a noi,
oltre alle associazioni Croce Rossa, Anpas e Misericordia, ci sarà anche
la Charity Foundation Ets, che è un'associazione fiorentina di cui fanno
parte diversi medici del sistema sanitario: con noi partiranno Andrea Cocci
e Francesco Sessa di Careggi e ci sarà l'ospedale pediatrico Meyer
rappresentato da Simone Pancani". Il Meyer è forse l'unica realtà in
Europa con un nucleo e un modulo pediatrico stabile incardinato nella
raccolto i generi di prima necessità che saranno donati.
La missione è organizzata dall'assessorato alla sanità e dalla Protezione
civile ed ha due finalità: verificare le condizioni per un accordo
sanitario con l'ospedale pediatrico di Leopoli e portare aiuti ai campi
profughi di chi è fuggito dalle aree più colpite dalla guerra provocata
dall'invasione della Russia.
Il convoglio, composto da dodici mezzi messi a disposizione da Anpas,
Misericordie e Croce Rossa – tre furgoni da carico ed un pulmino a testa –
Una squadra di ventisette volontari, che sale a quaranta persone con
dipendenti della Protezione Civile regionale e i medici del Meyer e di
Careggi. Alcune persone, compresa l'assessora alla sanità Monia Monia,
arriveranno in aereo il 16 luglio e si ricongiungeranno al resto del gruppo
a Cracovia in Polonia, prima di varcare il confine ucraino. La zona di
Leopoli è la più ad ovest del paese e la più lontana dal fronte, scelta
per motivi di sicurezza ma anche perché con quei territori ci sono da
tempo rapporti consolidati.
"Siamo in contatto con l'Oblast di Leopoli – spiega ancora l'assessora
Monni – che è il corrispettivo della Regione in Ucraina e con il sindaco
di Chernivtsi. Quello toscano sarà un convoglio molto lungo e ringrazio
tutte le associazioni e i medici che ne faranno parte, Unicoop e i loro
soci e clienti per l'aiuto importante nella raccolta e gli ospedali che
hanno messo a disposizione presidi sanitari ed apparecchiature".
La Toscana porterà strumenti medicali, carrozzine e stampelle (richiesti
dall'ospedale di Leopoli e forniti dal sistema sanitario regionale, in
particolare dall'Asl Toscana Centro e dall'Asl Toscana Sud Est) ed otto
tonnellate di generi alimentari e di prima necessità: quattro sono stati
raccolti e donati dai soci e clienti dei supermercati Unicoop Firenze di
Sesto Fiorentino e Calenzano lo scorso 20 giugno, altrettanti li ha
aggiunti la cooperativa. Si tratta di pasta, riso, pomodori pelati, fagioli
in scatola, latte a lunga conservazione, biscotti per adulti e bambini e
pannolini di tutte le taglie: tutti prodotti che possono fare la differenza
per chi si trova in situazioni di grave emergenza, scelti direttamente
dalla Protezione civile. A Leopoli e a Chernivtsi saranno consegnati ai
centri di accoglienza.
"Unicoop Firenze non è nuova ad iniziative di solidarietà di questo
tipo – evidenzia per la cooperativa Claudio Vanni -. Lo facciamo sempre
perché crediamo che il tema della partecipazione delle persone, per
l'Ucraina o come in precedenza fatto per Gaza, sia importante: in questo
modo la gente, con un piccolo gesto, si rende partecipe di un'attività di
solidarietà verso popolazioni che in questo momento sono in
difficoltà".
"Siamo un partito di cui fanno parte forti sensibilità pacifiste –
risponde Monni, a margine della conferenza stampa, ad alcune domande dei
giornalisti sulla crescente diffidenza, anche interna al Pd, rispetto
all'autodifesa ucraina e sul giustificazionismo nei confronti della
missione militare di Putin -. E' difficile per chi è pacifista come me
ammettere che c'è anche un diritto alla difesa, perché non sempre una
guerra vede pari condizioni in campo: vale per l'Ucraina e vale per la
Palestina. Credo che sia necessario stare vicino a chi è aggredito e vede
perdere la propria libertà e i propri diritti, ma non è un percorso
facile: né politicamente, né umanamente, né eticamente. Nemmeno per
me".
This message was sent to redazione@agen
