(AGENPARL) - Roma, 7 Giugno 2026 - sentito da cittadini"**
/Scritto da Antonio Cannata, domenica 7 giugno 2026/
"Pur in un assetto che si va ancora conformando, il ruolo della Regione
è sentito sempre di più tra i cittadini". Lo ha detto il presidente
Eugenio Giani questa mattina durante l'evento con cui la Regione Toscana ha
celebrato nella sua sede in Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze il 56°
anniversario del primo voto che il 7 e 8 giugno 1970 elesse i Consigli
regionali della Toscana e delle altre 14 neoistituite Regioni a Statuto
ordinario.
Due gli esempi citati da Giani in merito alla rilevanza delle Regioni
nell'articolazione dei poteri istituzionali: la sanità e la gestione dei
fondi europei. "Senza le Regioni, oggi non avremmo Nidi Gratis e Libri
Gratis, non avremo opere come la tramvia" ha sottolineato riferendosi in
particolare alle risorse comunitarie, su cui è tornato a rivendicare, come
punto di un dibattito che si intensificherà nei prossimi mesi, il ruolo
tentativi di "un accentramento della gestione da parte dello Stato e una
riduzione della loro entità".
L'edizione delle celebrazioni toscane del voto del 1970 è stata dedicata
alla figura di uno dei padri della Repubblica e tra i massimi artefici del
regionalismo in Costituzione come Piero Calamandrei, di cui ricorrono i 70
anni della scomparsa. "La sua idea equilibrata di Repubblica regionalista
che riuscì a far affermare nella Costituzione è stata la scelta
giusta", ha rilevato il presidente Giani, precisando che il ricordo di
Calamandrei si riconnette direttamente agli 80 anni della Repubblica e del
primo voto delle donne.
A caratterizzare la giornata, conclusasi con il concerto delle fanfara dei
presidente della Fondazione Circolo Rosselli, e Paolo Caretti, professore
emerito di Diritto costituzionale al Dipartimento di Scienze Giuridiche
dell'Università degli Studi di Firenze. Entrambi hanno ricordato il
percorso non facile che portò alla nascita delle Regioni a distanza di ben
22 anni dall'entrata in vigore della Carta e che quel percorso non può
considerarsi ancora del tutto concluso. Spini ha evidenziato l'altissima
affluenza che caratterizzò, il 95,8, il voto del giugno 70, "segno del
grande consenso che le neonata istituzione registrava nel corpo
elettorale". Caretti ha auspicato che l'impegno delle Regioni continui
perché "la trasformazione dello Stato in Stato regionale, come previsto
dall'articolo 5 della Costituzione, diventi effettiva".
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