(AGENPARL) - Roma, 22 Aprile 2026 - La diplomazia abdica in favore delle armi. Mentre a Islamabad si consuma lo stallo tra la delegazione americana e il silenzio di Teheran, il campo di battaglia esplode in un’azione coordinata su più fronti che sembra voler seppellire definitivamente ogni ipotesi di tregua.
Secondo fonti internazionali, quattro droni iraniani hanno colpito con precisione le basi del PAK (Partito della Libertà del Kurdistan) nei pressi di Erbil, in Iraq. Un’operazione che arriva a poche ore dalla proclamazione dell’unità tra Esercito e Pasdaran e che suona come una sfida diretta alla strategia di contenimento degli Stati Uniti.
Contemporaneamente, il fronte libanese è tornato a bruciare: Israele ha lanciato una violenta ondata di bombardamenti su diverse aree residenziali nel sud del Paese, colpendo duramente i centri di Bint Jbeil, Khiam e Hanin. Questa doppia fiammata militare, che stringe il Medio Oriente in una morsa di fuoco, rende la missione diplomatica di Donald Trump un “guscio vuoto”: con le milizie in movimento e i raid in corso, il tavolo dei negoziati in Pakistan appare ormai compromesso, lasciando spazio a uno scenario di scontro aperto che nessuno sembra più voler o poter fermare.
