(AGENPARL) - Roma, 9 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Mon 09 February 2026 Osservatorio Pmi e Mercato dei Capitali
Pmi e Borsa: tra opportunità e fuga
I numeri che l’Italia non può ignorare
Il Primo Rapporto Annuale fotografa uno scenario dove le Pmi fanno fatica ad accedere al mercato
dei capitali nonostante sia considerato un potente acceleratore di crescita e di competitività
Milano, 9 febbraio 2026 – Le Pmi italiane vedono l’accesso al mercato dei capitali come
un’opportunità per crescere, innovare e quindi essere più competitive ma allo stesso tempo hanno
difficoltà a fare il salto, spesso per problemi culturali e dimensionali.
È questo il messaggio che esce dal Primo Rapporto dell’Osservatorio “Pmi e Mercato dei Capitali”,
istituito da Consob e CeTIF – Università Cattolica, per analizzare, per la prima volta in modo
sistematico, le condizioni di accesso e permanenza delle Piccole e Medie Imprese italiane nei mercati
dei capitali. Il lavoro è frutto di un anno di ricerca, con il contributo del Comitato Scientifico e di uno
Stakeholder Group che riunisce associazioni, istituzioni, operatori di mercato e università.
Dalla mappatura, costituita da un campione rappresentativo di circa 120.000 Pmi italiane, emerge un
quadro chiaro, caratterizzato da una prevalenza di aziende piccole o piccolissime:
L’88% delle Pmi non quotate ha meno di 50 addetti.
La Lombardia da sola ospita il 22% del totale delle Pmi.
Il manifatturiero si conferma il settore più rappresentato (33,6% tra le non quotate, 31,8%
tra le quotate).
Le imprese quotate del campione (pari allo 0,14% del totale osservato) si caratterizzano per avere
una maggiore dimensione, una presenza nei settori tecnologici e scientifici e di conseguenza un più
forte orientamento all’innovazione, alla competitività e alla crescita. L’attività dell’Osservatorio è
focalizzata sul rapporto delle Pmi con il mercato dei capitali, che evidenzia un quadro complesso e
con marcate criticità. In generale, le Mid-Small Cap italiane risultano valutate dal mercato con
multipli inferiori rispetto ai benchmark europei. Questa sottovalutazione produce effetti reali quali
una ridotta capacità delle Pmi di raccogliere capitali, una difficoltà a utilizzare il titolo come leva per
operazioni strategiche, un incentivo al delisting.
Tra il 2023 e la prima metà del 2025 sono 62 le Pmi approdate sul mercato azionario; nello stesso
periodo sono 86 quelle uscite dalla Borsa, con una perdita complessiva di oltre 44 miliardi di euro
di capitalizzazione. Le cause principali del delisting sono tre: scarsa liquidità, valutazioni non
allineate ai fondamentali e crescente attrattività del private equity, capace di offrire premi significativi
e maggiore flessibilità gestionale. Il Rapporto individua anche alcuni elementi che potrebbero
riportare capitali verso le Pmi, quali ad esempio il ritorno dei flussi positivi nei Pir (Piani Individuali
di Risparmio), l’avvio del Fondo Nazionale Strategico Indiretto (oltre 1 miliardo dal 2026), la
riduzione dei tassi e un miglioramento atteso degli utili durante il 2026.
Il Rapporto entra nel merito della propensione all’innovazione del settore: vengono evidenziati sia
gli elementi di ritardo, quali la spesa privata in Ricerca e Sviluppo che resta più bassa della media
europea, sia di ripresa, quale la crescita del venture capital italiano, il cui volume rimane comunque
ancora sottodimensionato rispetto ai numeri di Francia e Germania. In sostanza, le Pmi innovative
hanno migliori performance, ma incontrano difficoltà ad accedere al capitale di rischio.
I ricercatori di Consob e CeTIF hanno raccolto le testimonianze dirette di molti imprenditori coinvolti
in quotazioni, translisting e delisting. Il filo conduttore delle interviste non sorprende: la Borsa è
percepita come un potente acceleratore di crescita, ma anche come un ambiente che non sempre riesce
a valorizzare il potenziale delle Pmi. Se da un lato gli imprenditori evidenziano benefici in termini di
governance, accesso al credito e credibilità internazionale, dall’altro denunciano una forte
frustrazione per la sottovalutazione del titolo. Esiste inoltre un tema culturale ancora radicato, che
rende difficile per molte Pmi accettare l’apertura del capitale e l’imposizione di regole di trasparenza
più stringenti.
Il Rapporto propone alcune direzioni di intervento quali:
1. Aumentare la presenza di investitori istituzionali, inclusi fondi pensione e assicurazioni.
2. Sostenere e stabilizzare strumenti come Pir ed Eltif (European Long Term Investment
Fund), che hanno già dimostrato efficacia nel canalizzare risparmio verso le Pmi.
3. Favorire la crescita dimensionale delle imprese per aumentarne l’attrattività sui mercati.
4. Rafforzare gli standard di qualità all’ingresso, per incrementare la reputazione del mercato.
5. Supportare la formazione degli imprenditori, soprattutto nei primi anni successivi alla
quotazione.
“Il primo Rapporto dell’Osservatorio conferma il ruolo strategico delle Pmi per la crescita del Paese
e, al tempo stesso, le difficoltà strutturali che ancora ne limitano l’accesso ai mercati dei capitali. La
collaborazione tra Consob e il mondo accademico – dichiara Luca Filippa, Direttore Generale della
Consob – ha dato vita a un osservatorio aperto e inclusivo, capace di alimentare un confronto
qualificato tra istituzioni, operatori di mercato, imprese e università. Nel rispetto del nostro mandato
di vigilanza, lavoriamo per mercati trasparenti, liquidi ed accessibili, in grado di coniugare la tutela
degli investitori con un migliore finanziamento dell’economia reale. Il rafforzamento della qualità
all’ingresso, l’ampliamento della base investitori e percorsi di accompagnamento manageriale sono
condizioni decisive per trasformare il potenziale delle Pmi in valore per il Paese”.
“Le Pmi si confermano un asset fondamentale della nostra economia ma hanno bisogno di fare un
salto di qualità – ha dichiarato Federico Rajola, Direttore Cetif e Professore Ordinario Università
Cattolica del Sacro Cuore. – Questa prima parte dell’Osservatorio ha fotografato la situazione
evidenziando il punto di vista degli imprenditori, nella seconda parte ci confronteremo anche con gli
accademici europei per comprendere come il tema è stato affrontato e in alcuni casi superato in altri
paesi”.
I primi risultati dell’Osservatorio e del rapporto tra Pmi e mercato dei capitali saranno oggetto di un
evento organizzato il 19 febbraio a Milano presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore dal titolo
“Pmi, competizione e cercato dei capitali” dove verranno anche descritti i casi spagnolo, svedese e
statunitense.
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