(AGENPARL) - Roma, 19 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Fri 19 December 2025 2.1. Quadro di sintesi. L’economia regionale nel 2025
Demografia delle imprese
Imprese iscritte, cessate e attive
I dati del Registro delle imprese possono essere letti da due prospettive differenti: la prima guarda alla
dinamica demografica misurata su tutte le imprese registrate; la seconda si focalizza sullo stock delle
imprese attive, quelle effettivamente operative.
In Emilia-Romagna, negli ultimi dodici mesi le iscrizioni nel Registro delle imprese sono state 23.797,
sensibilmente diminuite rispetto ai dodici mesi precedenti. Le cessazioni dichiarate sono calate più
decisamente, scendendo a quota 22.553. Di conseguenza, negli ultimi dodici mesi il saldo è risultato
positivo per 1.244 unità, con un tasso di sviluppo demografico dello 0,3 per cento. A livello nazionale,
l’andamento positivo è risultato lievemente più accentuato (+0,8 per cento).
Alla fine dello scorso settembre le imprese attive sono scese a quota 387.940, con una diminuzione pari
a 2.755 unità (-0,7 per cento) rispetto alla fine dello stesso mese dell’anno scorso. In dieci anni la base
imprenditoriale si è ridotta di 24.066 unità (-5,8 per cento), una contrazione più marcata rispetto a quanto
registrato a livello nazionale (-1,7 per cento).
Forma giuridica e settore
La lettura dei dati dal punto di vista della forma giuridica conferma il rafforzamento della struttura
imprenditoriale in corso. È proseguita la rapida crescita delle società di capitali, salite a quota 133.960
(+3.259 unità, +2,5 per cento), mentre le società di persone sono scese di 1.840 unità (-2,3 per cento). Si
riduce anche la consistenza delle ditte individuali (-354 unità, -0,2 per cento).
Se consideriamo il saldo tra iscritte e cessate dal punto di vista settoriale, il principale apporto positivo
proviene dai servizi (+1.874 imprese, +1,7 per cento), pur con tendenze interne contrapposte. In crescita
anche le costruzioni (+623 imprese, +0,9 per cento). Al contrario, il saldo è negativo per il comparto
dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (-1.056 imprese, -2,1 per cento) e per il settore dell’industria (-379
imprese, -0,8 per cento).
Mercato del lavoro
La congiuntura
Secondo le stime ISTAT, la regione mostra una dinamica positiva: l’occupazione ha raggiunto quota 2,1
milioni di unità nel terzo trimestre (+1,4 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2024), mentre il tasso di
disoccupazione continua a scendere toccando il 3,9 per cento. Si tratta di un valore prossimo ai minimi
storici che posiziona l’Emilia-Romagna al terzo posto in Italia per partecipazione al lavoro, subito dopo
Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta.
Tuttavia, la composizione di questa crescita non è uniforme. Dal punto di vista settoriale, l’espansione è
trainata quasi esclusivamente dal terziario e dalle costruzioni, che compensano le difficoltà dell’agricoltura
e, soprattutto, dell’industria in senso stretto. Anche le dinamiche di genere mostrano percorsi divergenti:
l’aumento dell’occupazione maschile è sostenuto principalmente dal lavoro indipendente, mentre quella
femminile si concentra nel lavoro dipendente, che continua a crescere in settori chiave dei servizi come
istruzione, sanità e turismo.
Analizzando i flussi contrattuali (dati SILER), emerge un rallentamento nella creazione di nuovi posti di
lavoro dipendente rispetto all’anno precedente (+13,6 mila posizioni nette contro le 18,5 mila del 2024). Un
dato qualitativamente rilevante è che il saldo positivo si regge quasi interamente sui contratti a tempo
indeterminato (spesso frutto di trasformazioni), mentre si registra una contrazione per le forme contrattuali
più flessibili come il tempo determinato, l’apprendistato e il lavoro somministrato.
La Cassa Integrazione Guadagni
Nonostante i buoni dati occupazionali generali, il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (CIG) e ai
Fondi di solidarietà è aumentato dell’11,9 per cento nei primi nove mesi dell’anno, con un volume di ore
Unioncamere Emilia-Romagna – Regione Emilia-Romagna
Rapporto 2025 sull’economia regionale
autorizzate che supera i 46 milioni. Sebbene nel terzo trimestre si sia osservata una prima inversione di
tendenza con un calo delle ore totali richieste, preoccupa l’incremento della CIG Straordinaria (+37,6 per
cento), indicatore tipico di crisi strutturali e riorganizzazioni aziendali. L’industria manifatturiera, in
particolare la meccanica, assorbe la quasi totalità delle ore autorizzate, concentrando le difficoltà nelle
province della via Emilia (Bologna, Modena e Reggio Emilia).
Agricoltura
La congiuntura
Il bilancio delle colture è in chiaroscuro: la produzione di frumento tenero cala per il quarto anno
consecutivo e quella di frumento duro rimane stabile, mentre si registra un notevole aumento per il mais.
Nel comparto frutticolo si stimano circa 226.000 tonnellate di pere, ma nettarine e pesche segnano una
flessione superiore al 10 per cento. In ambito zootecnico, l’offerta limitata sostiene i prezzi dei bovini.
Cresce la produzione di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, con quotazioni che hanno toccato livelli
record. I prezzi dei suini mostrano una tendenza cedente, pur rimanendo sopra la media quinquennale. In
rialzo i prezzi di polli, tacchini e uova, mentre flettono quelli dei conigli.
Imprese e occupazione
Sotto il profilo imprenditoriale, prosegue la tendenza negativa pluriennale. A fine settembre le imprese
attive (agricoltura, silvicoltura e pesca) erano 49.514 (12,8 per cento del totale), in calo del 2,4 per cento
rispetto all’anno precedente. Nell’ultimo decennio, il settore ha perso il 17,4 per cento della propria base
imprenditoriale.
Parallelamente, i dati Istat sulle forze di lavoro indicano una media di 61.771 occupati nell’ultimo anno
mobile, con una contrazione del 6,3 per cento (-4.129 addetti), in controtendenza rispetto alla crescita
generale dell’occupazione regionale.
Industria in senso stretto
La congiuntura
La flessione della produzione industriale, iniziata nel secondo trimestre 2023, si è progressivamente
attenuata nel corso del 2025. Tra gennaio e settembre, la produzione regionale si è ridotta dell’1,7 per
cento su base annua, un dato in miglioramento rispetto al calo del 3,3 per cento registrato nello stesso
periodo dell’anno precedente.
Dal punto di vista settoriale tiene l’alimentare (+1,2 per cento), mentre è in difficoltà il comparto della
moda (-4 per cento). La contrazione della produzione risulta più accentuata per le imprese di piccola
dimensione (-2,4 per cento); tuttavia, l’incertezza che caratterizza lo scenario internazionale ha penalizzato
anche le imprese più grandi (-1,7 per cento), che hanno potuto contare su un minor apporto delle
esportazioni rispetto al passato.
La base imprenditoriale
Sulla base dei dati del Registro delle imprese, le attive dell’industria in senso stretto a fine settembre
2025 sono scese a quota 40.085 (pari al 10,4 per cento delle imprese attive della regione), con una
riduzione (-2,0 per cento, -806 unità) più ampia di quella dello scorso anno. L’andamento regionale è
risultato in linea con quello nazionale.
Il lavoro
Secondo i dati Istat, la fase di ripresa dell’occupazione industriale regionale, avviata a inizio 2021 e
proseguita fino alla prima metà del 2023, ha lasciato spazio a un andamento oscillante divenuto negativo
con l’avvio del 2025. Nella media degli ultimi dodici mesi (ottobre 2024 – settembre 2025), gli occupati
nell’industria si sono assestati poco sopra le 526 mila unità, pari al 25,6 per cento del totale regionale, con
una perdita di 28.272 posti di lavoro (-5,1 per cento) rispetto ai dodici mesi precedenti.
Unioncamere Emilia-Romagna – Regione Emilia-Romagna
2.1. Quadro di sintesi. L’economia regionale nel 2025
Industria delle costruzioni
La congiuntura
Dopo il triennio di espansione (2021-2023) spinto dai bonus edilizi, il 2024 ha segnato il primo
arretramento. Nel 2025 la tendenza negativa è proseguita, accentuandosi in primavera per poi mostrare
un lieve segnale positivo nel trimestre estivo. Complessivamente, nei primi nove mesi il volume d’affari a
prezzi correnti è calato dell’1,0 per cento, una flessione comunque più contenuta rispetto all’anno
precedente.
Va evidenziato che l’entità della contrazione è inversamente proporzionale alla dimensione d’impresa:
per le aziende con meno di 9 addetti il calo del volume d’affari si attesta al -2,3 per cento, mentre per le
società con almeno 50 addetti la variazione assume segno positivo (+0,9 per cento).
La base imprenditoriale
L’effetto propulsivo degli incentivi statali sulla demografia delle imprese si è esaurito. Dal primo trimestre
2023 è ripreso il calo strutturale: al 30 settembre 2025 le imprese attive erano 65.022 (-1,0 per cento su
base annua), rappresentando il 16,8 per cento del tessuto imprenditoriale regionale.
Il lavoro
Nonostante il rallentamento congiunturale, l’occupazione tiene. Nell’ultimo anno mobile gli occupati medi
sono stati 119.700 (+3,1 per cento), confermando come il settore abbia beneficiato nel lungo periodo delle
misure di sostegno (+8,9 per cento di occupati negli ultimi cinque anni).
Commercio interno
Le imprese
Al 30 settembre 2025, le imprese attive nel commercio e riparazione veicoli erano 80.139 (20,7 per cento
del totale). La combinazione tra congiuntura difficile e processi di concentrazione ha portato a un’ulteriore
riduzione della base imprenditoriale del 2,3 per cento (-1.860 imprese). Nel decennio, il settore ha perso
quasi il 15 per cento delle proprie aziende.
La congiuntura del commercio al dettaglio
Le vendite a prezzi correnti in sede fissa sono calate dello 0,5 per cento nei primi nove mesi del 2025.
Se per le imprese con meno di 20 addetti la flessione delle vendite è stata dell’1,8 per cento, per le società
di maggiori dimensioni si è registrata una crescita dell’1,0 per cento. La rilevanza della dimensione è
confermata anche dal format distributivo: ad aumentare le vendite sono solo gli iper, super e grandi
magazzini (+2,9 per cento); gli esercizi alimentari perdono lo 0,5 per cento, quelli non alimentari riportano
una flessione più ampia (-1,7 per cento, con un -3,6 per cento per i negozi di abbigliamento). Queste
variazioni non tengono conto dell’aumento dei prezzi. Considerando l’inflazione (indice dei prezzi al
consumo +1,9 per cento), il calo in termini reali appare ancora più marcato.
Il lavoro
Nel complesso dell’ultimo anno mobile (media quarto trimestre 2024 – terzo trimestre 2025), gli occupati
nel settore del commercio, comprensivo di alloggio e ristorazione, sono risultati in media 426 mila,
corrispondenti al 21 per cento dell’occupazione regionale, con un aumento del 5,3 per cento (+21.516
occupati) rispetto ai dodici mesi precedenti.
Commercio estero
Export e settori
L’export regionale mostra una timida ripresa (+0,5 per cento nei primi nove mesi), con un terzo trimestre
(+1,6 per cento) che sembra interrompere la flessione di inizio 2024. Tuttavia, permane l’incertezza dello
scenario internazionale che, combinato con politiche protezionistiche, ha determinato un andamento di
basso profilo del commercio estero regionale. A sottolinearlo è anche la riduzione della base delle imprese
esportatrici: 18.654 nel 2024 rispetto alle 20.046 del 2023.
Nei primi nove mesi dell’anno prosegue la crescita delle esportazioni di prodotti agricoli (+18,3 per cento)
e alimentari (+9,3 per cento), mentre è in forte difficoltà il sistema moda (-6,4 per cento). Oltre la metà
Unioncamere Emilia-Romagna – Regione Emilia-Romagna
Rapporto 2025 sull’economia regionale
dell’export regionale riguarda la metalmeccanica: in lieve flessione tutti i comparti che la compongono, solo
i mezzi di trasporto registrano un modesto incremento (+0,7 per cento).
Export e mercati
Dal punto di vista dei mercati di riferimento, la Germania ha superato gli Stati Uniti come primo partner
commerciale dell’Emilia-Romagna. La crescita del mercato tedesco (+6,7 per cento) è una buona notizia,
confermandone la centralità per le imprese della regione.
Meno buone le notizie dagli Stati Uniti: i dazi americani si fanno sentire e negli ultimi nove mesi le
esportazioni emiliano-romagnole sono diminuite di quasi l’8 per cento, un calo accentuatosi negli ultimi due
trimestri.
Preoccupa anche il mercato cinese: la diminuzione dell’export del 16 per cento è figlia della crisi
immobiliare e del calo della domanda interna. A queste difficoltà si aggiungono politiche che puntano
all’autosufficienza della Cina per alcuni prodotti, molti dei quali caratterizzanti il portafoglio regionale. È una
dinamica da seguire con attenzione, poiché il calo sembra avere moventi strutturali e non solo congiunturali.
Turismo
La metodologia dell’Osservatorio evolve
Con il 2025 è iniziato un processo di profonda revisione della metodologia dell’Osservatorio su turismo,
realizzato da Regione e Unioncamere Emilia-Romagna. Tradizionalmente basata sulla rivalutazione delle
statistiche ufficiali tramite panel di operatori e indicatori indiretti (autostrade, aeroporti, consumi
elettrici/alimentari), la metodologia è ora in corso di integrazione con il progetto Tourism Data Platform di
APT Servizi. Si tratta di un “gemello digitale” turistico che – integrando anche numerosi big data e
avvalendosi di strumenti di intelligenza artificiale – mira a migliorare la qualità dell’informazione statistica
per un processo decisionale sempre più “data driven”.
L’evoluzione delle presenze turistiche
In attesa dei nuovi dati, si prendono in esame i dati provvisori Istat rilevati dalla Regione. Nei primi 10
mesi del 2025, le presenze turistiche sono aumentate del 3 per cento. Si tratta di un dato positivo, ma
inferiore alla variazione degli arrivi (+6,2 per cento). Ne risulta una contrazione della permanenza media,
dovuta alla maggior diffusione degli short break e alla minor incidenza delle villeggiature lunghe.
Le presenze risultano sostanzialmente stazionarie negli alberghi (+0,2 per cento) e in aumento nelle
strutture extra-alberghiere (+9,6 per cento), in particolare negli alloggi privati (+26,4 per cento), nei B&B
(+13,5 per cento) e negli alloggi in affitto imprenditoriale (+12,6 per cento). Sebbene la scelta dell’extraalberghiero sia un trend reale, l’entità della variazione risente anche dell’entrata in vigore del Codice
Identificativo Nazionale (CIN), che ha fatto emergere statisticamente molti soggetti prima non rilevati.
L’indagine campionaria sui turisti
Un’indagine sull’estate 2025 dei turisti che hanno visitato l’Emilia-Romagna (Sistema Camerale e Isnart)
rivela che le motivazioni di viaggio sono sempre più articolate: oltre al rapporto qualità/prezzo, cresce il
peso del patrimonio artistico e dell’enogastronomia. Circa la metà dei turisti balneari ha arricchito il
soggiorno con escursioni culturali. La customer satisfaction è eccellente (voto medio 8,7/10), con punte per
cibo e ospitalità, confermando un posizionamento solido e una qualità percepita omogenea.
Trasporti
Le imprese
Le imprese attive nel settore trasporti e magazzinaggio nel terzo trimestre 2025 si sono ridotte rispetto
al 2024 sia in Emilia-Romagna (-1,4 per cento) sia in Italia (-0,9 per cento). Gli addetti sono diminuiti dello
0,9 per cento in regione e dello 0,1 per cento in Italia.
Trasporto aereo
Il 2025 è stato un anno positivo per il trasporto aereo regionale. Secondo i dati Assaeroporti, nei primi
10 mesi si registra una crescita di voli (+2,9 per cento) e passeggeri (+3,5 per cento). Il confronto col periodo
pre-Covid evidenzia il superamento dei record del 2019.
Unioncamere Emilia-Romagna – Regione Emilia-Romagna
2.1. Quadro di sintesi. L’economia regionale nel 2025
Trasporto marittimo
Secondo i dati divulgati dall’Autorità portuale ravennate, nei primi 10 mesi del 2025 il Porto di Ravenna
ha movimentato oltre 22,9 milioni di tonnellate (+2,8 per cento), trainato dai prodotti petroliferi (+42,9 per
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