(AGENPARL) - Roma, 6 Giugno 2025 - Londra – Il governo del Regno Unito ha annunciato ufficialmente la possibilità di un’azione legale contro Roman Abramovich, ex proprietario del Chelsea Football Club, con l’obiettivo di sbloccare i 2,5 miliardi di sterline derivanti dalla vendita del club a un consorzio statunitense nel maggio 2022. I fondi, secondo le condizioni imposte da Londra, dovevano essere interamente destinati a cause umanitarie in Ucraina, ma sono ancora congelati in un conto bancario britannico.
In una dichiarazione congiunta, la cancelliera Rachel Reeves e il ministro degli Esteri David Lammy hanno espresso “profonda frustrazione” per il mancato accordo con il magnate russo, sottolineando che “il denaro deve essere utilizzato per aiutare le persone che soffrono in Ucraina a causa dell’invasione illegale da parte della Russia”. Il governo ha ribadito che, pur lasciando aperta la porta al negoziato, è pronto ad agire in sede giudiziaria.
Abramovich, sanzionato nel 2022 per i suoi presunti legami con il presidente russo Vladimir Putin, aveva richiesto che i proventi venissero destinati a “tutte le vittime del conflitto”, inclusi i civili russi. La proposta è stata rigettata. L’oligarca, che aveva acquisito il Chelsea nel 2003 portandolo ai vertici del calcio europeo, aveva ricevuto dal governo britannico una licenza speciale per la vendita del club, a condizione che non ne traesse profitto personale.
Nel frattempo, Abramovich ha tentato di far annullare le sanzioni europee, ma nel dicembre 2023 la Corte di giustizia dell’UE ha respinto la sua richiesta, stabilendo che le misure non violavano in modo sproporzionato i suoi diritti.
Tuttavia, mentre il governo britannico minaccia procedimenti legali contro Abramovich, nessuna iniziativa concreta sembra essere stata intrapresa sulla vicenda ben più recente e altrettanto delicata della vendita del Queens Park Rangers Football Club (QPR).
Come riportato da Agenparl in più occasioni, è stata presentata presso Scotland Yard una denuncia formale che coinvolge gravi accuse di falsa rappresentazione, frode contrattuale, appropriazione indebita e violazione di fiduciary duty. Al centro dell’inchiesta, la figura dell’ex legale Kevin Steel, oggi noto come Kevin MacLeod, già condannato per una frode multimilionaria e radiato dallo studio Mishcon de Reya.
Nonostante l’importanza e il valore economico dell’operazione, che riguarda un club con stadio di proprietà nel centro di Londra, ad oggi nessuna posizione ufficiale è stata presa dal governo britannico. Un silenzio che contrasta fortemente con l’attivismo dimostrato nel caso Chelsea.
Quali sono i criteri con cui Downing Street decide di agire o di restare a guardare? È lecito chiedersi perché, di fronte a due casi che toccano direttamente l’integrità del sistema calcistico inglese e la trasparenza legale, si seguano pesi e misure differenti.
Sarebbe ora che il governo acquisisse il dossier già presentato a Scotland Yard e facesse piena luce anche su questa vicenda. Cosa si sta aspettando? Ah, a saperlo.
