(AGENPARL) - Roma, 13 Febbraio 2024 - (AGENPARL) – mar 13 febbraio 2024 COMUNICATO STAMPA
Dalla ricerca scientifica le risposte più rilevanti ai quesiti del comparto
Confronto tra il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, il Sen. De Carlo
e il Cons. Marco Villani all’evento promosso da Confagricoltura Ravenna
Ravenna, 13 febbraio 2024 – All’assemblea annuale dell’Impresa familiare (Fiiaf) di
Confagricoltura Ravenna, svoltasi ieri sera in città, si è avviato un confronto costruttivo sui temi
al centro dell’attività sindacale dell’organizzazione agricola e su come l’innovazione e la ricerca
scientifica possano rispondere concretamente ad alcuni dei nodi nevralgici che oggi attanagliano
il comparto. Ne hanno parlato Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura
con il Sen. Luca De Carlo, presidente della Nona Commissione (industria, commercio, turismo,
agricoltura e produzione agroalimentare) e il Cons. Marco Villani, vice segretario generale della
Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sono stati accolti da Danila Massaroli, presidente
provinciale Fiiaf nonché vice presidente nazionale, insieme a Carlo Lasagna, che è al vertice
della Fiiaf nazionale.
Nel suo saluto iniziale, il presidente di Confagricoltura Ravenna Andrea Betti ha sottolineato
l’importanza di intervenire sulle criticità del momento, soffermandosi poi sulle battaglie
sostenute con forza ai tavoli istituzionali in ambito nazionale ed europeo, rivendicate in questi
giorni anche dalle proteste dei trattori: «il fermo no alla Pac fino al 2027 (la strategia non è
economicamente sostenibile per gli agricoltori); il no alla riduzione dell’uso dei fitofarmaci senza
avere una alternativa che sia efficace, alla legge di restaurazione della natura e al nutriscore,
alle norme sempre più restrittive e onerose in tema di impatto ambientale ed emissioni in
atmosfera». Dalla ricerca e dall’innovazione può arrivare un aiuto concreto per accrescere
competitività e produttività, difendere posti di lavoro e produzioni di eccellenza. «Ottenere nuove
varietà più resilienti sarà la nostra sfida – ha rimarcato – per fronteggiare la crisi climatica e
l’incremento delle fitopatie, in comparti chiave del territorio dalla frutticoltura alla viticoltura alla
cerealicoltura. Come pure promuovere nuove tecniche agricole che riducano l’uso di mezzi tecnici
e altre ancora che aumentino la sostanza organica nei suoli».
Con un approccio strategico a lungo termine, il Sen. Luca De Carlo, presidente della Nona
Commissione (industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), ha
offerto uno sguardo d’insieme sull’innovazione e sugli sviluppi della scienza quali asset per
l’agricoltura del futuro: «Siamo di fronte a un bivio: da una parte le politiche europee che hanno
disincentivato la produzione e che vorrebbero che gli agricoltori fossero sostanzialmente una
sorta di “giardinieri”, dall’altra chi come noi dice: bisogna produrre di più e meglio! Sostengo da
tempo la causa delle tecniche di evoluzione assistita (NGT) e la loro sperimentazione a terra
perché solo attraverso la ricerca scientifica possiamo arrivare a sfamare, come dice il presidente
Giansanti, 10 miliardi di persone nel giro di pochi anni».
Così il vice segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Cons. Marco Villani:
«Il mondo agricolo merita attenzione, va sostenuto con adeguate risorse e va difeso tutelando
la nostra produzione di eccellenza. La transizione ecologica è un’opportunità di sviluppo soltanto
se gli agricoltori vi vengono coinvolti da protagonisti. Devono essere attori in grado di condividere
le scelte della politica che sono nell’interesse di tutti. Attenzione all’ambiente, che è un bene che
sta a cuore specialmente agli agricoltori che in esso lavorano, e innovazione non sono conflittuali
ma convergenti specialmente nel momento attuale in cui, come evidenziato dal presidente
Giansanti, il settore vive un profondo disagio a causa di scelte normative sovranazionali che
soffrono di pregiudizi ideologici rispetto alle evidenti disparità nel mercato mondiale. Per
recuperare queste distanze il Governo italiano si sta impegnando con molteplici stanziamenti che
riguardano non solo il sostegno finanziario, ma l’innovazione in genere attraverso la
digitalizzazione e la meccanizzazione del settore, preservando la qualità italiana che è prodotta
su tutto il territorio e specialmente nella grande Pianura Padana». L’utilizzo di nuove tecnologie
deve coinvolgere l’intera filiera agroindustriale e deve tradursi, quindi, in qualità e sostenibilità
delle produzioni agricole. Secondo un Rapporto dell’Osservatorio Smart AgriFood (condotto da
Politecnico di Milano e Università degli Studi di Brescia) sono più di trecento le applicazioni già
presenti in Italia delle tecnologie di agricoltura 4.0, l’80% delle quali è destinato alla fase di
coltivazione. «Si devono sottolineare – ha aggiunto il Cons. Villani – le parole del Presidente del
Consiglio Giorgia Meloni che al tavolo di confronto che si è deciso di istituire nell’incontro del 9
febbraio a Palazzo Chigi, ha sottolineato l’impegno di tutto il Governo nell’aiuto” diretto alla filiera
agroalimentare nazionale. In più occasioni, fin dal suo insediamento, il Ministro dell’Agricoltura
ha espresso la centralità strategica di ogni scelta afferente al proprio mandato, questa la via
tracciata anche nella revisione degli obiettivi del PNRR in cui il Governo ha deciso di aumentare
le risorse stanziate per l’agricoltura da 5 a 8 miliardi».
Traccia la linea, puntando gli occhi sull’atteso via libera dall’Europa alla regolamentazione che
autorizzerà la coltivazione di varietà ottenute da nuove tecniche genomiche, il presidente di
Confagricoltura Massimiliano Giansanti: «La ricerca genomica, realizzata con le tecniche di
evoluzione assistita, rientra tra gli strumenti di cui l’agricoltura ha bisogno oggi. La gestione dei
cambiamenti climatici richiede anche la selezione delle specie vegetali, per renderle capaci di
adattarsi al nuovo contesto ambientale permettendo anche un risparmio delle materie prime,
sempre più scarse. Bisogna passare il prima possibile dalla fase di sperimentazione, all’uso a fini
produttivi delle Tea – continua Giansanti –. È per questo che abbiamo accolto con favore il voto
del Parlamento Europeo alla proposta di Regolamento sulle Tecniche di evoluzione assistita che
consente la coltivazione di piante frutto di selezione genomica. È un passo avanti fondamentale
per gli agricoltori, che non aspettano altro se non di avere a disposizione strumenti tanto
importanti per affrontare le sfide climatiche e fitosanitarie in corso».
La Fiiaf Ravenna promotrice dell’evento si occupa in particolare di attività di divulgazione,
formazione e aggiornamento per le scuole del Ravennate, tra cui corsi specifici all’istituto tecnico
agrario “Luigi Perdisa” di Ravenna.
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