(AGENPARL) - Roma, 21 Novembre 2023 - (AGENPARL) – mar 21 novembre 2023 **Certificazione di genere, i passi avanti in Toscana**
/Scritto da Lorenza Berengo, martedì 21 novembre 2023 alle 18:00/
Il tema della certificazione della parità di genere nelle aziende, insieme
a quello dei fondi europei che possono contribuire alla riduzione del
divario tra i generi. Ruota attorno ai temi del lavoro la giornata di oggi
della Toscana delle Donne con l’appuntamento della mattina a Palazzo
Strozzi Sacrati di “Donne, certificazione al femminile” e nel
pomeriggio alla Baker Hughes di Firenze dove è ospitata la seconda parte
della giornata per raccontare l’esperienza di questa azienda e delle altre
imprese in materia di welfare aziendale.
“Anche grazie al forte input venuto dall’Unione Europea – ha sottolineato
nel suo intervento Cristina Manetti, capo di gabinetto della Regione e
ideatrice della Toscana delle Donne – la certificazione di genere sta
facendo passi avanti. Il percorso è avviato e mette le donne nelle
condizioni di avere il giusto ruolo all’interno delle aziende, consentendo
loro di conciliare la vita privata con quella lavorativa, di redistribuire
il carico di cura verso i figli, gli anziani, i fragili. Dobbiamo liberare
le donne per permettere loro di fare scelte diverse e svolgere ruoli
apicali. La certificazione apre a questo che è già realtà in alcune
aziende, ma che è ancora all’inizio per tante altre. La Baker Hughes ne è
un esempio, ma non è la sola. La donna, teniamolo ben presente, è una
risorsa che può cambiare e migliorare il bilancio di un’azienda”.
La mattinata, moderata dal giornalista Luca Telese, si è articolata in due
momenti: nella prima parte gli interventi di carattere istituzionale ed
informativo sull’attuale condizione femminile in Toscana, con la
presentazione del rapporto Irpet sulla condizione femminile e sulle
iniziative promosse e sostenute dalla Regione Toscana tramite i fondi
europei a sostegno della parità di genere.
Nella seconda parte è stato sviluppato l’approfondimento tematico sulla
certificazione di genere con la diretta testimonianza di imprese che
l’hanno ottenuta. I lavori sono stati conclusi dall’assessora Alessandra
Nardini. Sono poi intervenute, fra gli altri, Natalia Faraoni di Irpet,
Elena Calistri e Filippo Giabbani dell’Autorità di gestione fondi europei,
Vittoria Doretti responsabile della rete regionale Codice Rosa, la
presidente della commissione regionale Pari opportunità Francesca
Basanieri, la consigliera regionale di parità Maria Grazia Maestrelli,
rappresentanti delle imprese che hanno ottenuto certificazione di genere
(Gucci, Ruffino, Ambiente Spa, Ineos manufacturing Spa).
Per quanto riguarda il rapporto Irpet sulla condizione femminile,
quest’anno il rapporto va ad indagare sulle differenze interne al mondo
femminile attraverso una serie di indicatori statistici andando a fare poi
un’analisi degli indicatori di mercato del lavoro dal punto di vista del
genere.
Numerosi i dati. Come spiega Natalia Faraoni “nei divari di genere fra
uomo e donna pesano ancora i più bassi tassi di occupazione femminile, la
segregazione orizzontale cioè la concentrazione delle donne in pochi
settori di attività che sono quelli anche meno retribuiti: l’insegnante,
l’infermiera, la segretaria, la commessa. Difficoltà delle donne a
rivestire posizioni apicali e il tempo di cura, quel lavoro non retribuito
che sta sulle spalle delle donne”.
Sebbene la Toscana registri (nel 2022) un tasso di occupazione femminile
(62,1%) significativamente maggiore di quello italiano (52,6%), la
partecipazione delle donne al mercato del lavoro è ancora distante dal
dato UE (69,3%). Il dato medio nazionale nasconde purtroppo il forte
ritardo del Mezzogiorno, dove quote elevatissime di donne (in alcune
regioni anche il 60%) non partecipano proprio al mercato del lavoro
regolare. La Toscana si affianca, da questo punto di vista, alle regioni
del Centro-Nord con tassi di attività e di occupazione più alti, anche se
non ancora equiparabili a quelli maschili. Sempre in Toscana, il
differenziale tra tasso di occupazione maschile e femminile (12%) e
conti-nuano altresì a persistere i maggiori differenziali tipici del
divario di genere: soprattutto guardando ai settori di attività?, alle
retribuzioni, al tipo di contratto, alle carriere. Le donne lavoratrici
presentano carriere più intermittenti, quote più elevate di contratte
part-time e sono con-centrate nei settori e nelle professioni con più
basse retribuzioni medie.
Tali divari persistono nonostante le donne, in particolare le più giovani,
abbiano livelli d’istruzione mediamente più elevati dei loro coetanei
uomini.
Il programma Fse+ 2021-2027 ha destinato 36 milioni di euro per interventi
specificamente dedicati alle donne, articolati in varie linee: per
incentivare azioni innovative a sostegno del welfare aziendale (15
milioni), percorsi di sostegno all’occupazione femminile (11 milioni),
azioni di mainstreaming (9,3 milioni) e di mentoring (700mila euro).
Se l’Fse costituisce la principale leva finanziaria e programmatica, la
Toscana può contare anche su altri strumenti a favore delle donne: dal
Piano di sviluppo rurale al Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) per
arrivare al Programma Italia Francia Marittimo. In questi programmi, pur
non essendo previste misure o bandi specifici, è forte l’attenzione posta
alla specificità e al ruolo delle donne.
I fondi strutturali europei, insieme alle risorse regionali e alle nuove
risorse che stanno arrivando e arriveranno dal Pnrr, saranno centrali per
programmare azioni finalizzate a raggiungere reali pari opportunità in
tutti gli ambiti, dal potenziamento delle politiche educative e del
welfare, anche favorire una più equa distribuzione del tempo di cura
all’interno delle coppie. La Toscana promuovere una cultura di parità e
rispetto e per destrutturare gli stereotipi di genere, obiettivo inserito
anche nelle linee guida dei Pez, i Progetti educativi zonali finanziati da
Regione Toscana, che è azione centrale nelle misure previste con il
rifinanziamento della legge 16/2009 ‘Cittadinanza di genere’.
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