(AGENPARL) - Roma, 10 Agosto 2023 - (AGENPARL) – gio 10 agosto 2023 Zes unica al Sud: Cestari (ItalAfrica), da solo non basta se non si fa
campagna di promozione, attrazione, assistenza e consulenza ad imprese
estere
“Condivido la valutazione della Premier Meloni sull’istituzione di una Zona
economica speciale per il Mezzogiorno quale «grandissima opportunità di
colmare il gap rispetto al Nord e di attrarre investimenti» ma non basta.
Se non si svolge in contemporanea una campagna di promozione e di
attrazione degli investimenti, specie esteri, temo si risolva in
un’opportunità sprecata”. Così l’ing. *Alfredo Cestari*
(presidente Camera ItalAfrica
e Gruppo omonimo) sottolineando
l’esigenza di affidare compiti specifici alle Camere italiane che operano
all’estero e si occupano da sempre di internazionalizzazione delle nostre
imprese, accompagnandole nelle attività di import ed export. Certamente le
semplificazioni amministrative e soprattutto le agevolazioni fiscali a
favore delle aziende che decidono di investire al Sud sono importanti. Solo
che vanno garantiti assistenza tecnica, consulenza, l’accompagnamento in
tutte le fasi di localizzazione. “Purtroppo – aggiunge – *non c’è ancora
piena consapevolezza su ruoli, funzioni, compiti della Zes*. Dal gruppo di
esperti che lavora in ItalAfrica e Gruppo
Cestari alcuni dati: l’export globale stimato nelle Zes già operanti nel
mondo è di 200 miliardi di dollari; 130 Paesi hanno individuato aree Zes
per circa 4000 Zes complessive di cui 91 in Europa; i cinesi hanno
investito 5 miliardi di dollari per realizzare una decina di Zes in diversi
Paesi Africani. Sono cifre – commenta il presidente ItalAfrica – che da
sole dovrebbe produrre uno scatto di reni e far superare ritardi,
inadeguatezze, sottovalutazioni e inadempienze. Noi di ItalAfrica
partiamo dalle esperienze positive e
consolidate negli anni delle Zes realizzate in ambito Ue ed extra Ue per
indicare come rafforzare il ruolo strategico di queste aree a cominciare
dalla ‘governance’. Ed è quello che il Governo intende fare dando
attuazione al Piano nazionale di ripresa e resilienza. *L’altro nodo da
sciogliere è l’infrastrutturazione*. Anche su questo va dato atto di una
svolta del Governo per l’infrastrutturazione delle Zes per assicurare, per
queste aree, opere di urbanizzazione primaria e di connessione alla rete
stradale e ferroviaria infrastrutture fondamentali. “Il nostro team di
lavoro con esperti – dice l’ing. Cestari – parte dall’analisi e dalla
lettura dell’attuale situazione che riguarda la produzione di energia e
quindi dagli attuali punti di debolezza che sono ampiamente diffusi in
queste aree meridionali. Stiamo pensando attraverso società specializzate
in Italia e all’estero, che da tempo lavorano nel campo “Protocolli
energetici” per ridurre il costo dell’energia per le imprese, attraverso la
consulenza e l’assistenza tecnica per il sostegno finanziario agli
investimenti, sia in maniera indiretta, attraverso azioni volte al
potenziamento delle infrastrutture materiali ed immateriali, ad
incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, con sistemi
fotovoltaici ed eolici. Altri servizi fondamentali riguardano la gestione
dell’acqua e lo smaltimento dei rifiuti prodotti. Intorno a questi fattori
si creano le condizioni di attrattività specie per investitori esteri oltre
che di competitività”.
Privo
di virus.www.avast.com
