(AGENPARL) - Roma, 31 Ottobre 2026 - Mobilità dolce, riqualificazione, sicurezza e destagionalizzazione del turismo: questi i punti chiave degli elaborati della sesta edizione della Summer School, promossa dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania e dall’Università etnea. La presentazione nel pomeriggio di ieri (30 ottobre), nell’aula magna Oliveri del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura di UniCT: ogni disegno rappresenta il pezzo di un puzzle e di un progetto che parte dall’archeologia industriale e spinge in modo deciso verso la rigenerazione, la nuova destinazione d’uso e la valorizzazione delle risorse esistenti dell’isola di Lipari e delle sue cave di pomice PUMEX dismesse.
I cinque gruppi multidisciplinari impegnati hanno tratto spunto dal percorso avviato l’anno scorso, trasformando in progetto esecutivo le analisi preliminari. Diversi gli elementi per dare nuova linfa all’area di interesse. Percorsi più accessibili, limitati al traffico e un ascensore urbano per favorire la mobilità dolce. Pensiline, zone d’ombra naturali e un museo che racconti la storia delle cave e della pietra pomice. L’installazione di elementi di sicurezza per la mitigazione del rischio idrogeologico e sismico, insieme a interventi di efficientamento energetico. Un lavoro che ha consentito di approfondire le potenzialità di riutilizzo del sito, con particolare attenzione alla compatibilità con il contesto territoriale e alle possibili ricadute per la comunità locale.
Iniziata in modo sperimentale, la Summer School rappresenta ormai un modello d’eccellenza dal punto di vista didattico e di ricerca, frutto della joint venture tra Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania e Ateneo: «Una sinergia ormai consolidata, che ha come obiettivo principale quello di avvicinare il mondo universitario agli Ordini professionali, rendendo l’ingresso dei giovani laureati nella professione più graduale, consapevole e ricco di competenze, non soltanto accademiche ma anche pratiche e professionali – commenta il presidente della categoria etnea Mauro Scaccianoce – Vogliamo creare le condizioni migliori affinché i giovani ingegneri abbiano la possibilità concreta di rimanere, lasciare un segno nei diversi ambiti dell’ingegneria e investire nel territorio». Si tratta di un format, come spiega il presidente della Fondazione degli Ingegneri della provincia di Catania, Filippo Di Mauro, che «favorisce la collaborazione tra studenti prossimi alla laurea e professionisti esperti, creando un momento di confronto e scambio reciproco di competenze, esperienze e capacità di lavorare in gruppo».
Il passaggio dalle aule al campo di applicazione è la risposta concreta alla nuova direzione dell’Università di Catania e del DICAr, «creando un ponte tra il mondo accademico e professionale e dando l’opportunità di arricchire il proprio percorso formativo – aggiunge il direttore del dipartimento Matteo Ignaccolo – In quest’ottica la Summer School è un’esperienza unica e sintetizza al meglio i tre aspetti fondamentali della missione universitaria: la didattica, la ricerca e la terza missione». Un valore riconosciuto anche dal professore Gianluca Cicala, che a breve subentrerà a Ignaccolo, confermando l’intenzione di portare avanti l’iniziativa e mettere in campo nuovi ambiziosi progetti in collaborazione con l’Ordine.
Una macchina dagli ingranaggi complessi, oleati magistralmente dal segretario dell’Ordine Alfredo Foti, dal consigliere Mariolina Grasso e dal professore Vincenzo Sapienza. «Un percorso che ha permesso agli studenti di approfondire le competenze acquisite, partendo dallo studio di fattibilità sviluppato nella precedente edizione, e di confrontarsi con i diversi ambiti dell’ingegneria, affrontando un tema comune in maniera completa e multidisciplinare – spiega Sapienza – Il lavoro si è concentrato sulla fase del progetto esecutivo, un momento particolarmente delicato, perché è proprio in questa fase che le idee progettuali si traducono in interventi destinati alla concreta realizzazione in cantiere».
A moderare gli interventi il professore Alessandro Lo Faro.




