(AGENPARL) - Roma, 15 Ottobre 2026 - Il viceministro degli Esteri russo critica il sostegno militare a Kiev e le sanzioni di Londra, Berlino e Parigi. Mosca valuterebbe comunque un’eventuale richiesta di incontro con i loro ambasciatori.
MOSCA — La Russia non vede attualmente le condizioni per negoziare con i Paesi dell’Europa occidentale sulla guerra in Ucraina. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri Mikhail Galuzin in un’intervista a Izvestia, ripresa il 15 ottobre dai media russi.
Secondo il diplomatico, il sostegno militare e finanziario europeo a Kiev dimostrerebbe un atteggiamento ostile verso Mosca. Galuzin sostiene inoltre che le capitali occidentali non abbiano presentato proposte costruttive sulle quali avviare un confronto.
Le critiche a Regno Unito, Germania e Francia
Il viceministro ha rivolto le sue accuse in particolare a Londra, Berlino e Parigi, contestando il ricorso a ultimatum e nuovi pacchetti di sanzioni. A suo giudizio, queste misure non possono modificare la posizione russa.
Galuzin ha anche accusato i governi europei di finanziare e armare Kiev per colpire la Russia e perseguirne una sconfitta strategica. Si tratta della lettura politica espressa dal rappresentante di Mosca, non di una ricostruzione indipendente delle finalità degli aiuti occidentali.
Uno spiraglio per i contatti diplomatici
Nonostante la chiusura sui negoziati, Galuzin ha precisato che un’eventuale richiesta di un nuovo incontro con gli ambasciatori di Francia, Germania e Regno Unito sarebbe esaminata alla luce della situazione in Ucraina.
La posizione russa distingue quindi tra l’assenza, dichiarata, di una base negoziale e la possibilità di mantenere contatti diplomatici.
Kiev punta al coinvolgimento europeo
Sul versante ucraino, Volodymyr Zelensky aveva dichiarato l’8 ottobre di attendersi la partecipazione degli alleati europei ai colloqui con gli Stati Uniti sulla soluzione del conflitto.
Le dichiarazioni di Galuzin evidenziano dunque la distanza sul ruolo dell’Europa nel percorso diplomatico: mentre Kiev ne auspica il coinvolgimento, Mosca ne contesta l’impostazione e sostiene che manchino, al momento, contenuti utili per una trattativa.
