(AGENPARL) - Roma, 25 Settembre 2026 - "Siamo all'assurdo. La Commissione europea apre una procedura d'infrazione contro tutti i 27 Stati membri perché nessuno ha completato nei tempi il recepimento della direttiva sulle emissioni industriali e degli allevamenti, peraltro già in fase di revisione. Ventisette Paesi su ventisette. Possibile che siano tutti inadempienti e che Bruxelles non si chieda invece se sia sbagliata la norma e irragionavole l'automatismo dell'infrazione? Questa Europa così non sta in piedi".
Lo dichiara Letizia Moratti, europarlamentare del PPE e presidente della Consulta nazionale di Forza Italia, commentando la decisione della Commissione europea.
Per Moratti siamo di fronte allo stesso errore già commesso con la direttiva Case Green: norme costruite sull'ideologia dei commissari e di una burocrazia europea troppo spesso lontana dalla realtà vengono imposte a famiglie, imprese e settori produttivi senza valutarne fino in fondo costi e conseguenze. Quando poi gli Stati non riescono ad applicarle, anziché correggere le regole Bruxelles mette sotto accusa i governi nazionali.
La direttiva sulle emissioni industriali ha inoltre esteso nuovi obblighi agli allevamenti, con il rischio di aggiungere costi e burocrazia a un'agricoltura europea già sottoposta a una fortissima pressione competitiva. Proprio per questo, nell'ambito della revisione in corso, Forza Italia e il PPE stanno lavorando per semplificare drasticamente gli adempimenti e rivedere l'applicazione delle nuove regole agli allevamenti.
L'Italia aveva già chiesto di sospendere l'applicazione delle nuove disposizioni. Il fatto che nessuno dei 27 Stati membri abbia completato il recepimento entro il termine previsto rappresenta, per Moratti, un segnale politico clamoroso che la Commissione non può liquidare semplicemente aprendo 27 procedure d'infrazione.
"Se una direttiva non viene recepita integralmente da nessuno dei 27 Stati membri, forse il problema non sono i 27 Stati ma la direttiva. Come Forza Italia e come PPE ci batteremo per chiedere l'ennesimo stop di un provvedimento surreale e insensato, che rischia di penalizzare ulteriormente agricoltori e imprese europee. Bruxelles deve cambiare rotta. Crediamo nell'Europa, ma non in un'Europa che pretende di regolare tutto e poi mette sotto infrazione tutti quando le sue regole si dimostrano inapplicabili. L'Unione torni a occuparsi delle grandi sfide comuni: competitività, energia, sicurezza, difesa e innovazione. Meno ideologia e burocrazia, più concretezza e buon senso".