(AGENPARL) - Roma, 11 Settembre 2026 - magistratura non è il colpevole, lo sono i governi dei decreti Salva-Ilva»
«La decisione che conferma il blocco dell'area a caldo dell'ex Ilva,
affermando la prevalenza del diritto alla salute, certifica il fallimento
di un'intera classe politica che ora, prevedibilmente, proverà a dare la
colpa alla magistratura. Ma i giudici hanno fatto solo il loro dovere:
applicare le leggi e tutelare il diritto alla salute di una popolazione che
da decenni paga un prezzo altissimo.
Il 26 luglio 2012 l'Ilva veniva sequestrata perché produceva malattie e
morte. Sono passati più di 14 anni e l'unica cosa che i governi sono stati
capaci di fare è stata sospendere e comprimere diritti costituzionali
attraverso oltre 20 decreti Salva-Ilva. Il risultato è sotto gli occhi di
tutti: non hanno tutelato la salute e non hanno tutelato nemmeno
l'occupazione.
In 14 anni si poteva e si doveva avviare un grande progetto di conversione
industriale, come è accaduto a Bilbao e nel bacino carbonifero della Ruhr.
Invece sono stati gettati quasi 3 miliardi di euro di soldi pubblici senza
concludere nulla, con un ministro Urso che è diventato il simbolo di questa
inconcludenza.
Ora si pensi al futuro di Taranto. Bisogna fare quello che è stato fatto in
altre grandi aree industriali del mondo dove la crisi della siderurgia e
dell'industria pesante è stata affrontata con progetti di riconversione: da
Pittsburgh a Bilbao fino alla Ruhr. Taranto ha diritto alla salute, al
lavoro e a un futuro industriale diverso. Dopo 14 anni di decreti e rinvii,
non ci sono più alibi».
