(AGENPARL) - Roma, 6 Agosto 2026 - L’economia siriana continua a mostrare segnali di ripresa dopo il cambio di governo del 2024. Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), il Paese è avviato verso una crescita economica a doppia cifra nel 2026, sostenuta dal ritorno dei rifugiati, dalla ripresa dell’agricoltura e dall’aumento degli scambi commerciali, nonostante le persistenti tensioni regionali.
Le conclusioni emergono dalla missione del FMI che ha incontrato le autorità siriane a Damasco dal 19 al 23 luglio. Nel rapporto pubblicato il 4 agosto, l’istituzione finanziaria internazionale evidenzia come l’economia sia in espansione grazie all’aumento dei consumi interni e al rientro di circa 1,5 milioni di rifugiati, fattori che stanno contribuendo a rilanciare la domanda e l’attività produttiva.
Secondo il Fondo, la ripresa è favorita anche dal miglioramento della fiducia di consumatori e investitori, oltre che dalla progressiva reintegrazione della Siria nell’economia globale. Nemmeno la grave siccità che aveva colpito il Paese lo scorso anno, compromettendo la produzione agricola, è riuscita a interrompere il percorso di crescita.
Tra i principali motori dell’espansione economica figurano il miglioramento delle precipitazioni, che ha rilanciato la produzione agricola, l’aumento della produzione di idrocarburi, una maggiore disponibilità di energia elettrica e il rafforzamento del commercio e del settore dei servizi.
“L’attività economica è sostenuta dal continuo ritorno dei rifugiati, da un forte aumento dei visitatori e, più in generale, dalle politiche delle autorità volte a ripristinare la stabilità macroeconomica e a promuovere una solida ripresa guidata dal settore privato”, ha dichiarato Ron van Rooden, capo della missione del FMI in Siria.
L’istituzione prevede che la crescita rimarrà sostenuta anche nel prossimo anno, pur evidenziando forti differenze tra le diverse aree del Paese, dove i livelli di povertà restano elevati. Sul fronte dei prezzi, il FMI stima che l’inflazione continuerà a mantenersi elevata nel breve periodo, alimentata dalla forte domanda interna e dagli alti costi delle importazioni di carburanti e prodotti alimentari. Le pressioni inflazionistiche dovrebbero però attenuarsi entro il 2027, a condizione che vengano mantenute politiche monetarie e fiscali prudenti.
Il Fondo Monetario Internazionale sottolinea infine che la Siria necessita ancora di un consistente sostegno internazionale per affrontare le sfide della ricostruzione. Oltre agli aiuti umanitari, sarà fondamentale favorire la creazione di posti di lavoro, migliorare i servizi pubblici e ricostruire abitazioni e infrastrutture, così da garantire una reintegrazione duratura dei rifugiati rientrati e degli sfollati interni.