(AGENPARL) - Roma, 5 Agosto 2026 - "La proposta della Giunta di negare l'autorizzazione al sequestro della corrispondenza dell'onorevole Delmastro Delle Vedove non costituisce alcuna interferenza nell'attività giudiziaria, ma rappresenta il corretto e responsabile esercizio di una competenza che la Costituzione attribuisce espressamente alla Camera. Non siamo chiamati a formulare giudizi anticipati su responsabilità che verranno accertate nelle sedi competenti, tanto più che il parlamentare non risulta nemmeno indagato nel procedimento da cui trae origine la richiesta". Lo dichiara in una nota il deputato di Forza Italia, e membro della Commissione Giustizia Pietro Pittalis, relatore del dossier in Assemblea.
"La Costituzione – spiega Pittalis – affida alla Camera un controllo preventivo volte ad accertare che l'impiego di uno strumento investigativo così invasivo sia selettivo e proporzionato. La Procura di Roma ha avanzato una richiesta onnicomprensiva per acquisire 'tutte le comunicazioni', comprese le chat di gruppo, senza però indicare un preciso arco temporale o criteri tecnici di selezione. I limiti di un atto che incide su una prerogativa costituzionale devono essere indicati chiaramente da chi richiede l'autorizzazione: il Parlamento non può inammissibilmente completare o riscrivere l'atto al posto dei magistrati. Questo perché – prosegue l'esponente azzurro – uno smartphone custodisce la rappresentazione integrale della vita privata di una persona, come sentenziato dalla Corte di Giustizia Ue e dalla Cassazione. È clamorosa la contraddizione delle opposizioni che invocano continuamente il primato del diritto europeo sui migranti e lo dimenticano quando tutela la riservatezza e i dati personali dei cittadini".
"Registriamo un odioso doppiopesismo da parte della sinistra e del Movimento 5 Stelle. Nel 2024, sul caso della Fondazione Open, le opposizioni negarono l'autorizzazione al sequestro della corrispondenza applicando i medesimi principi. Lo stesso fece il M5S per tutelare le comunicazioni del senatore Scarpinato" la conclusione di Pietro Pittalis.